Roma, 10 settembre 2018 - "Non dico che sabato e domenica non si fa più la spesa, ci sarà un meccanismo di turnazione: resta aperto solo il 25% dei negozi, il resto chiude". A 'L'aria che tira' su La7 Luigi Di Maio traccia i contorni della legge sullo stop alle aperture domenicali. Legge che, a detta dello stesso vicepremier, sarà approvata "entro l'anno". I turni, ha precisato di Maio, li decideranno il sindaco e gli esercenti "come avveniva prima". Si tratta di "una misura di civiltà" che "ci viene chiesta dai commercianti, dai padri e madri di famiglia che essendo proprietari di in un negozio dicono che se mi mettete in concorrenza con un centro commerciale dal lunedi al venerdi i miei figli non li vedo più".

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CENTINAIO: NEGOZI APERTI IN CITTA' TURISTICHE - Con i partner di governo leghisti ci sarebbe intesa anche se Gian Marco Centinaio - ministro dell'Agricoltura in quota 'verde' - oggi mette paletti. "La proposta che abbiamo è di non bloccare le aperture domenicali nelle città turistiche". Un vincolo non da poco. - "Immediatamente ho chiesto spiegazioni - fa sapere il leghista - e non posso pensare che in una realtà turistica si blocchi tutto la domenica. Allora facciamo un ragionamento che ci sia un giorno a settimana di chiusura, che non sia necessariamente la domenica, perché altrimenti blocchiamo il turismo nel nostro Paese". 

DI MAIO CONTRO RENZI - Dice ancora Di Maio, rispondendo alle critiche del Partito democratico: "E' un provvedimento di cui abbiamo discusso in Parlamento in passato ed è una proposta anche del Pd, anche se Renzi dice che è una proposta illiberale". E sul Blog delle Stelle il ministro dello Sviluppo economico rincara la dose: "Se il tempo che Renzi usa per realizzare programmi tv per Berlusconi, lo dedicasse a fare il parlamentare (mestiere per cui è lautamente pagato), saprebbe che proprio il suo partito ha proposto una legge che prevede l'obbligo di chiusura domenicale".

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La replica dell'ex segretario dem arriva via Facebook. "Ho 43 anni e lavoro di domenica da quando a 20 anni distribuivo giornali per pagarmi l'università - scrive Renzi - Penso che il futuro dell'Italia non stia nell'attesa di un sussidio dello Stato, ma nel lavoro. Se però la domenica vuoi bloccare tutto, allora sii coerente: niente treno, niente stadio, niente bar, niente cinema". 

CODACONS - L'idea di Di Maio piace invece al Codacons. "Ci sembra una proposta ragionevole - afferma il presidente Carlo Rienzi -. Mantenere la domenica il 25% dei negozi aperti e prevedere dei turni garantisce ai consumatori la possibilità di fare acquisti nei giorni festivi e non danneggia eccessivamente i piccoli esercizi". Ma, sottolinea, "è necessario tenere conto delle differenze che esistono tra le varie città, alcune a forte vocazione turistica, altre meno". E "ciò che manca nella posizione di Di Maio è la previsione di controlli contro lo sfruttamento dei lavoratori". 

FI - Contraria Forza Italia. "Quasi un terzo delle famiglie italiane fa acquisti di domenica, e i centri commerciali sono spesso luoghi di incontro e di svago, per chi vive in posti isolati, nei paesi e nelle periferie", fa presente Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputato forzista. "Rischiamo circa 50mila posti di lavoro, soprattutto quelli più precari".

FRACCARO - Sulla chiusura domenicale "tireremo dritto", insiste il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro: "La maggioranza presenterà una proposta in grado di tutelare lavoratori e Pmi, in modo da ripristinare regole certe in un settore dove vige la legge del più forte. Le resistenze che arrivano dai partiti di minoranza sono evidente espressione dell`ennesima sudditanza nei confronti delle lobby". Intervenire "significa accogliere le istanze del Paese reale, basti pensare all`ondata di scioperi in tantissime Regioni di pochi mesi fa contro le aperture festive e alla richiesta di Confcommercio e Confesercenti di approvare la nostra legge".