Giorgio Napolitano (Ansa)
Giorgio Napolitano (Ansa)

Roma, 9 novembre 2014 - Un'opportuna nota del Quirinale movimenta la domenica della politica. "Il Presidente della Repubblica, nel dare la sua disponibilità - come da molte parti gli si chiedeva - alla rielezione che il 20 aprile 2013 il Parlamento generosamente gli riservò a larghissima maggioranza, indicò i limiti e le condizioni - anche temporali - entro cui egli accettava il nuovo mandato". Giorgio Napolitano non ha mai fatto mistero di voler lasciare l'incarico di presidente della Repubblica a tempo debito e ora che il tema della sua successione comincia a prendere piede stoppa le speculazioni con una nota di affilata completezza: "Restano esclusiva responsabilità del Capo dello Stato il bilancio di questa fase di straordinario prolungamento, e di conseguenza le decisioni che riterrà di dover prendere. E delle quali come sempre offrirà ampia motivazione alle istituzioni, all'opinione pubblica, ai cittadini"

RENZI - "Noi andiamo avanti con le riforme, con urgenza e determinazione, sapendo che l'orizzonte del governo è quello dei mille giorni, del 2018",è il messaggio di Matteo Renzi.

DELRIO - "Napolitano non ci ha detto né addio né arrivederci. Intanto ce lo teniamo ben stretto. Quando sarà noi auspichiamo la massima convergenza di tutte le forze politiche per il successore", dice il sottosegretario Graziano Delrio, ospite a 'L'intervista' di Maria Latella su SkyTg24. "Non usiamo il Colle per fare pressioni sulle forze politiche", continua l'esponente del Pd escludendo che la partita per il Quirinale serva a convincere Berlusconi sulla legge elettorale. "Il patto del Nazareno è il tentativo di fare insieme le riforme, si chiama Nazareno perché solo un partito ha accettato il confronto".  Nessun desiderio, poi, da parte dell'esecutivo di andare al voto anticipato. "Il presidente Renzi è impegnato a far uscire il Paese dai suoi problemi e non andare al voto", sottolinea ancora Delrio che stigmatizza poi l'iniziativa del segretario della Lega Nord di visitare un campo rom a Bologna culminata con un'aggressione. "Quella di Salvini è un'iniziativa a fini elettorali ed io prendo sempre le distanze da iniziative propagandistiche fatte sulla vita delle persone. Detto questo la violenza è inaccettabile perché Salvini ha diritto a manifestare dove vuole". 

ALFANO - Chi spera che Napolitano resti al suo posto fino al termine del mandato è Angelino Alfano. "Io ho il rispetto per qualsiasi decisione assuma il Presidente della Repubblica. Se potessi esprimere un desiderio, desidererei che rimanesse al Quirinale fino a fine mandato perché è una persona di tale saggezza e robustezza morale da dare garanzia di terzietà a tutti i cittadini italiani", dice il ministro degli Interni a margine di un incontro alla fondazione Adenauer, in occasione dei 25 anni dalla caduta del muro di Berlino. "Non intendo però parlare - aggiunge - di ciò che accadrà nel caso in cui Napolitano dovesse dimettersi, perché fino a quando c'è il presidente della Repubblica al Quirinale il nostro rispetto nei suoi confronti non ci permette di commentare ipotesi futuribili".

SUMMIT - È confermato il vertice di maggioranza sulle riforme, convocato da Matteo Renzi su richiesta di Angelino Alfano. La riunione si svolgerà probabilmente in serata dopo il consiglio dei ministri.