Musk domina la scena. Spot pro natalità ad Atreju: "Per favore, fate più italiani"

Mister X protagonista alla festa di FdI, si presenta sul palco con uno dei suoi undici figli "L’immigrazione non può risolvere il calo demografico". E poi difende petrolio e gas.

Musk domina la scena. Spot pro natalità ad Atreju: "Per favore, fate più italiani"

Musk domina la scena. Spot pro natalità ad Atreju: "Per favore, fate più italiani"

Mister X. Di nome e di fatto: "È la lettera che preferisco". A pensarci bene l’ospite misterioso di Atreju non poteva che essere lui, Elon Musk, tanto fissato da averci quasi chiamato uno dei suoi pargoletti. In realtà, il nome completo è: X Æ A-XII. Quanto il piccolo una volta cresciuto gliene sarà grato è incerto. Di sicuro c’è che, chiamato da Giorgia, per attrarre i riflettori sulla kermesse, Elon non tradisce. È la star di una giornata che vantava un cartellone di tutto rispetto, dall’allenatore della Nazionale, Lucio Spalletti, al premier britannico Rishi Sunak. Applausi, selfie, cuoricini si sprecano nella sala stracolma di gente. Anche l’entrata è spettacolare: forse in omaggio alla logica familistica, sale sul palco con il figlio di tre anni sulle spalle.

Qualcuno sostiene che il patron di Tesla e di X (ha ammutolito i cinguettii di Twitter per sostituirli con la lettera prediletta) non sia né di destra né di sinistra, fa testo a sé. In effetti, è passato con una certa disinvoltura dal sostegno a Obama a quello per i repubblicani. Insomma, si va a giornata. Ma in questo momento l’assonanza con la destra è completa. Il messaggio d’apertura è miele per le orecchie di Giorgia: "Fate più figli, è importante avere bambini e far cresce nuove generazioni". Lui ne ha 11, per incrementare la sua squadra è ricorso alla maternità surrogata: particolare su cui la premier e la sua maggioranza – contrarissima all’utero in affitto – glissa. È l’opposizione a ricordare l’incresciosa contraddizione. Non si ferma qui, il geniale yankee: pungolato dall’intervistatore, Nicola Porro, scandisce: "L’immigrazione non può risolvere il calo della demografia dei paesi industrializzati". Meloni, seduta in prima fila tra il primo ministro albanese Edi Rama e il presidente di Vox, Santiago Abascal, gongola. L’identità di vedute è totale. "Sono a favore dell’immigrazione legale che va aumentata, mentre bisogna fermare quella illegale". Parla di Italia e di lavoro: "Questo è un buon Paese in cui investire ma sconta un basso tasso di natalità". Ergo: provvedete, "fate bimbi". Lancia un appello: "Non importate anche in Europa il virus americano del ‘woke mind’". Si riferisce al movimento a favore delle minoranze etniche e di genere che, "sta creando una guerra civile mentale". Malattia che avrebbe spinto la Disney a togliere la pubblicità da X: "Il fondatore, Walt, si rivolterebbe nella tomba. Gli investitori comunque stanno tornando". Dice di essere ambientalista sì, ma con giudizio: "Basta con la demonizzazione di petrolio e gas: ci serviranno per decenni".

Un monito anche per l’Unione Europea: "Ha troppe leggi e norme". A intervista conclusa, scivola in un ristorante siciliano: nessuna X, si è accontentato dei paccheri. Per poi tornare lì, nei giardini di Castel Sant’Angelo, per un incontro a quattr’occhi con Giorgia. Una cosa sono i Festival, le comparsate, gli effetti scenici a fini di propaganda e con Musk è roba da ’guerre stellari’ con risultati non sempre stellari, ma gli affari sono un’altra cosa. E in un’ultima analisi Elon è un uomo d’affari, anche se garantisce che per lui il soldi da uno a dieci contano "uno, vabbè facciamo due", ma non oltre. Sul tavolo italiano ed europeo ci sono una serie di questioni che l’interessano: dall’Intelligenza artificiale ("va regolata", ammette) fino all’Einstein Telescope, la grande infrastruttura per lo studio delle onde gravitazionali che il nostro Paese si è candidato a realizzare in Sardegna e a Starlink. Di tutto ciò parla con Giorgia. Competition is competition, come è noto: anche il leader della Lega entra nell’agone. E si porta per un’ora il tycoon (che poi si concede una visita alla Galleria Borghese e al Pantheon) al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Per Matteo Salvini in questo momento i pronunciamenti familisti contano fino a un certo punto. Importante è una sola cosa: il Ponte, il Ponte, il Ponte.