Lunedì 15 Luglio 2024

FdI: “Multe per le parole straniere in difesa dell’italiano”. L’ironia delle opposizioni. La bacchettata della Crusca

La proposta di legge avanzata da Rampelli è stata subito bocciata da Pd e M5s. Calenda: “Proposta cretina”. Mazzini, preside dell'Accademia della Crusca: “Rischia di vanificare il nostro lavoro”

Fabio Rampelli

Fabio Rampelli

Roma, 1 aprile 2023 - Tra ironia e incredulità le opposizioni hanno bocciato la proposta di legge che vorrebbe multe per chi usa parole straniere in ruoli di aziende, per la fruizione di beni e servizi, fino a una stretta alle Università, tutto in difesa della lingua italiana, avanzata da Fabio Rampelli, deputato di Fdi e vicepresidente della Camera.

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L'ironia delle opposizioni

Il Pd l’ha subito battezzata una proposta "che rasenta il ridicolo". Mentre M5s ironizza: "Dovranno multare anche il ministero per il Made in Italy". "Scrivere 'green economy' potrebbe comportare una multa da 5mila a 100mila euro", sottolinea la capogruppo del Partito Democratico in commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi. A cui si aggiungono i commenti di Della Vedova di +Europa: "Una proposta comica", e di Calenda: "Cretina".

La proposta di legge

Il testo della proposta di legge, che vede primo firmatario Fabio Rampelli, si compone di 8 articoli ed è stata presentata lo scorso 23 dicembre. Al suo interno contiene le "disposizioni per la tutela e la promozione della lingua italiana", oltre a vari obblighi specifici "in un'ottica di salvaguardia nazionale e di difesa identitaria". Inoltre è prevista l'istituzione di un Comitato per la tutela, la promozione e la valorizzazione della lingua italiana. Quindi l’obbligo dell’utilizzo dell’italiano per la fruizione di beni e servizi, l’imposizione di trasmettere qualsiasi comunicazione pubblica nella nostra lingua. Obbligo di utilizzare strumenti di traduzione o interpreti per ogni manifestazione o conferenza che si svolga sul territorio del Paese. Divieto di usare sigle o denominazioni straniere per ruoli in azienda, a meno che non possano essere tradotte. A scuola e nelle università, corsi in lingua straniera tollerati solo se giustificati dalla presenza di studenti stranieri.

Le multe

La violazione di questi obblighi "comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma da 5.000 a 100.000 euro".

Crusca: vanifica nostro lavoro

"La proposta di sanzionare l'uso delle parole straniere per legge, con tanto di multa, come se si fosse passati col semaforo rosso, rischia di vanificare e marginalizzare il lavoro che noi, come Crusca, conduciamo da anni allo scopo di difendere l'italiano dagli eccessi della più grossolana esterofilia, purtroppo molto frequente", ha commentato il professore Claudio Marazzini, presidente dell'Accademia della Crusca, intervistato dall'Adnkronos. Marazzini continua: "L'eccesso sanzionatorio esibito nella proposta di legge rischia di gettare nel ridicolo tutto il fronte degli amanti dell'italiano. Un intervento poteva essere eventualmente concordato con chi da anni, come noi, si occupa del problema. Ora, ahimè, in questa polemica, troveranno spazio anche maggiore tutti quelli che, con la scusa del fascismo e del nazionalismo, ostacolano ogni tentativo di realizzare un'equilibrata convivenza tra le esigenze di internazionalizzazione e la pur legittima attenzione alla lingua nazionale, sovente calpestata ed estromessa senza motivo. Ora urleranno: ecco, avevamo ragione noi!". Infine ricorda: "E' un'idea vecchia, già discussa e abbandonata nel 2004". E aggiunge: "Comunque, più che le multe, servirebbe innanzitutto usare buon senso, e applicare le norme che già ci sono. Basterebbe un po' di autocontrollo da parte degli enti pubblici e dei ministeri (che, mi pare, per ora nulla hanno fatto) per evitare le stupidaggini come il 'booster' delle vaccinazioni Covid al posto di 'richiamo', o l'incredibile selva di anglismi del 'Piano scuola 4.0'. Non la fantasia di leggi nuove, insomma, ma un preciso indirizzo dato dai ministeri competenti, con semplici circolari".