Roma, 15 marzo 2018 - La richiesta grillina della Camera dei deputati "per partire dai vitalizi" preconizza già una sorta di programma di governo "d’attacco" su temi molto popolari e d’impatto. Il "pizzino" recapitato mezzo stampa da Di Maio ai neoeletti Cinquestelle circa l’intenzione di "non fare le parlamentarie la prossima volta" e con ogni probabilità l’intenzione di "non contare questa legislatura" come un mandato compiuto nel caso si tornasse a breve al voto completano il quadro di un movimento che mette in conto una nuova campagna elettorale a breve. E che si prepara a una battaglia dalla quale ottenere il miglior risultato possibile. In questa fase ancora così magmatica i partiti si apprestano ad affrontare tutte le opzioni sul tavolo, ed è chiaro che chi gode di ampio consenso popolare ma non della maggioranza utile per governare aspiri al bottino pieno.

I Cinquestelle sanno di essere distanti da quota 316 a Montecitorio e 161 al Senato e sono altresì coscienti che nessuno fornirà loro "gratis" l’appoggio di cui necessitano (leggasi: senza pretendere un compromesso sul nome del futuro presidente del consiglio), ragione per cui mentre apparentemente non si smuovono dai proclami iniziali (parliamo della formazione del governo) e restano fissi su Di Maio premier alla ricerca dell’appoggio parlamentare di chi ci sta, avviano le consultazioni con gli altri partiti per accaparrarsi la Camera dei deputati e si preparano a una nuova campagna elettorale, nella speranza di poterla celebrare il prima possibile, alle loro condizioni (ossia con una legge elettorale più favorevole). 

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