Roma, 12 marzo 2018 - Orario di lavoro ridotto "a parità di salario". Più che una proposta, un annuncio. A pubblicarlo sul blog delle Stelle è Pasquale Tridico, il 'ministro ombra' della lista Di Maio per un eventuale governo del Movimento 5 Stelle.  Tridico parla di crescita occupazionale da affrontare anche dal punto di vista "di più lungo periodo della robotizzazione, una sfida che non va lasciata alla schizofrenia del mercato, ma gestita politicamente".

Reddito di cittadinanza e orario di lavoro ridotto, fact checking sulle proposte M5s

E in quest'ottica "il primo passo sarà la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, in modo da aumentare l'occupazione e di incentivare la riorganizzazione produttiva delle imprese". Un esperimento, in tal senso, è partito nelle settimane scorse in Germania, dove nel Baden-Wurttemberg (la regione che ospita gli impianti di Porsche e e Daimler), i sindacati hanno firmato un'accordo con le imprese che introduce la settimana di lavoro di 28 ore su base volontaria.

SALARIO MINIMO - Tridico ribadisce anche la necessità del "salario orario minimo" per "salvaguardare quelle categorie di lavoratori non coperte da contrattazione nazionale collettiva". Nel suo 'programma' da ipotetico ministro ci sono anche la lotta a "sfruttamento e precarietà" con l'obiettivo di sradicarli. Le misure, per Tridico, vanno inquadrate in un insieme che parte dal reddito di cittadinanza e che punta inoltre sugli "investimenti produttivi dello Stato nei settori a più alto ritorno occupazionale". Ci sarà poi un "Patto di Produttività" tra lavoratori, governo e imprese "al fine di rilanciare salari, produttività e investimenti, soprattutto in quei settori in cui decideremo di intervenire selettivamente con la riduzione del cuneo fiscale". Bisogna evitare "che il minor costo del lavoro porti le imprese ad ignorare gli investimenti 'capital intensive' in settori ad alto contenuto tecnologico, come accaduto in questi anni tramite i circa 23 miliardi di sgravi fiscali sulle nuove assunzioni regalati dal Jobs Act".

Reddito di cittadinanza, requisiti (e costo). Come funziona la proposta M5s

REDDITO DI CITTADINANZA - Tema centrale è sempre il reddito di cittadinanza. Promessa di campagna elettorale a cui ora bisogna trovare la sua realizzazione pratica. Per Tridico la misura si può finanziare "grazie ai suoi effetti sul tasso di partecipazione della forza lavoro". L'esponente pentastellato sostiene che "il reddito di cittadinanza possa essere finanziato attraverso maggior deficit in termini assoluti ma senza aumentare il rapporto deficit/Pil e senza sforare la soglia del 3%". In sintesi il meccanismo individuato da Tridico sarebbe questo: "grazie alla nostra misura almeno 1 milione di persone che attualmente non cercano lavoro ma sarebbero disponibili a lavorare (i cosiddetti 'inattivì e scoraggiati) verranno spinti alla ricerca del lavoro attraverso l'iscrizione ai Centri per l'Impiego e andranno così ad aumentare il tasso di partecipazione della forza lavoro. Questo ci permetterà di rivedere al rialzo l'output gap, cioè la distanza tra il Pil potenziale dell'Italia e quello effettivo, perché 1 milione di potenziali lavoratori saranno di nuovo conteggiati nelle statistiche Istat. Se aumenta il Pil potenziale possiamo mantenere lo stesso rapporto deficit/Pil potenziale, cioè il cosiddetto 'deficit strutturale', spendendo circa 19 miliardi di euro in più di oggi. Il reddito di cittadinanza - ricorda Tridico - costa 17 miliardi complessivi, compresi i 2,1 miliardi per rafforzare i centri per l'impiego, e potrebbe quindi finanziarsi interamente grazie ai suoi effetti sul tasso di partecipazione della forza lavoro".

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