Elezioni 2018, Luigi Di Maio (Lapresse)
Elezioni 2018, Luigi Di Maio (Lapresse)

Roma, 6 marzo 2018 - Il rebus governo dopo le elezioni 2018 vede al centro della scena il Movimento 5 Stelle. Situazione che non preoccupa gli industriali italiani. "Sono un partito democratico non fanno paura", ha commentato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, sulla possibilità di un governo a guida M5s. Alla domanda se si aspettasse l'esito che le consultazioni hanno avuto, Boccia ha replicato: "Un po' era nell'aria un esito di questo tipo, non a questo livello ma bisogna prendere atto del voto degli italiani". "Noi - ha detto ancora Boccia a margine dell'assemblea annuale di Smi (Sistema Moda Italia) a Milano - non valutiamo nessun partito ma i provvedimenti. Lo abbiamo detto a Verona, riteniamo che alcuni provvedimenti abbiano dato effetti sull'economia reale in questo momento storico. In particolare il Jobs Act e il piano Industria 4.0. Smontarli significa rallentare, invece dobbiamo accelerare se vogliamo ridurre il divario e aumentare l'occupazione nel Paese. Abbiamo bisogno di una precondizione che si chiama crescita".

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LEGA APRE A GOVERNO CENTRODESTRA-M5S - Dalle fila del Carroccio c'è la prima apertura per un asse con i 5 Stelle. Mentre rivolge lo sguardo alla "sinistra che ha votato Lega", il segretario Matteo Salvini sbarra la strada ad "accordi partitici" ("c'è un parlamento, c'è un candidato premier, il sottoscritto, e c'è un programma che porterà l'Italia fuori dalle sabbie mobili. Chi vuole sostenere questo programma lo accettiamo"). Ma Claudio Borghi, responsabile economico del Carroccio, paventa la possibilità di un governo composto dal Centrodestra e dal Movimento Cinque Stelle, che avrebbe una "maggioranza schiacciante e che potrebbe trovare più che un tema di convergenza" come l'abolizione del Pareggio di bilancio. Borghi, neo eletto in Parlamento, precisa: "Attenzione, Salvini ha escluso un governo Lega-M5s. Ma centrodestra-M5s sarebbe tutta un'altra storia".

LA DISTRIBUZIONE DEI SEGGI - Intanto si delinea con maggior precisione la composizione del nuovo parlamento. I seggi assegnati alla Camera sono al momento 607, come riporta il sito del Viminale. M5S se ne vede assegnati 221: 133 col proporzionale, 88 con l'uninominale. Il centrodestra ne ha 260 in totale, di cui 109 attribuiti con l'uninominale mentre nella quota proporzionale, 73 seggi sono ascritti alla Lega, 59 a Forza Italia, 19 a Fratelli d'Italia. Al centrosinistra vanno 112 seggi, di cui 2 a Svp, il resto al Pd: 24 relativi ai collegi uninominali e 86 alla quota proporzionale). A Liberi Uguali vanno 14 seggi, tutti ripartiti col proporzionale. Al Senato sono stati ripartiti 308 i seggi. Il centrodestra se ne vede assegnati in totale 135, di cui 58 con l'uninominale mentre la quota proporzionale consegna 37 seggi alla Lega, 33 a Forza Italia, 7 a Fratelli d'Italia. A M5S vanno 112 seggi, di cui 44 assegnati con l'uninominale e 68 col proporzionale. Il centro sinistra totalizza 57 seggi: Spd ne prende uno, il Pd totalizza 56, di cui 13 all'uninominale e 43 al proporzionale. A Liberi e Uguali attribuiti 4 seggi.

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