Roma, 28 gennaio 2019 - Il governo va alla prova di forza con L'Aia sul caso della Sea Watch 3. Una nota di Palazzo Chigi fa sapere che l'Italia è pronta a mettere a disposizione "corridoi umanitari" per i 47 migranti dell'imbarcazione ferma in rada a Siracusa da tre giorni, ma solo per consentire il trasferimento delle persone in Olanda e a patto che si riconosca che la giurisdizione su questa vicenda appartiene ai Paesi Bassi, "in quanto stato di bandiera della nave che ha effettuato il salvataggio in acque internazionali". 

IL GOVERNO CONTRO SEA WATCH - Nella nota si punta il dito contro la stessa ong Sea Watch, rea - si scrive - di "una temeraria condotta". Col mare mosso "anziché trovare riparo sulla costa tunisina distante circa 40 miglia, universalmente considerata porto sicuro, si è avventurata in una traversata di centinaia di miglia mettendo a rischio l'incolumità dei migranti a bordo". Poi l'affondo finale: "Rimane un quesito, l'obiettivo della Sea Watch era salvare i naufraghi oppure creare un caso internazionale richiamando l'attenzione dei massi media?". Luigi Di Maio rincara la dose in tv: la nave Sea Watch "ha deciso di venire in Italia perché l'Italia è il palcoscenico dell'immigrazione, il loro sito internet raccoglie le donazioni..."., dice il vicepremier a 'Quarta Repubblica', su Rete 4.

Ma la procura di Siracusa ha fatto sapere oggi che il comandante della Sea Watch 3 non è indagato per il mancato attracco in Tunisia. "Il comandante ha tratto in salvo i migranti e scelto quella che ha ritenuto la rotta più sicura", spiega il procuratore Fabio Scavone. 

"RICORSO A STRASBURGO" - L'esecutivo di Conte fa anche presente che solleverà la questione "all'attenzione della Corte europea dei diritti dell'uomo, con la quale farà valere la giurisdizione olandese, contestando la propria legittimazione passiva". Di Maio conferma:  "Siamo pronti a un incidente diplomatico con l'Olanda: è tempo che rialziamo la testa e ci facciamo sentire". 

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STOP ALLA NAVIGAZIONE, MA IL PD SALE - Il comunicato di Palazzo Chigi arriva al termine di una giornata tesa al porto di Siracusa, iniziata con il divieto di avvicinamento alla Sea Watch 3, dopo il blitz di ieri a bordo da parte di tre deputati . Con un'ordinanza emessa dal comandante della capitaneria, lo specchio d'acqua all'interno della Baia di Santa Panagia, per un raggio di mezzo miglio dalla nave, viene " interdetto alla navigazione, ancoraggio e sosta". Il provvedimento blocca in un primo momento la staffetta del Pd a bordo, annunciata ieri da Delrio. Dopo una riunione in prefettura però, i dem montano sulla nave. Si pensa a un via libera ufficiale ma una nota governativa smentisce: la Prefettura di Siracusa "non ha autorizzato alcun accesso alla nave, né ha il potere di farlo". Nella riunione di oggi "i parlamentari sono stati informati del divieto e delle eventuali conseguenze di legge per la sua violazione". 

ORFINI: SIAMO INDAGATI - Al rientro in porto, Matteo Orfini comunica che lui e Maurizio Martina sono indagati (ma "non da noi", precisa la procura di Siracusa). "Ci contestano la violazione di un dispositivo di polizia, noi riteniamo di non aver violato alcuna legge, quello che abbiamo fatto è nelle nostre prerogative parlamentari. Riteniamo al contrario che il governo stia commettendo alcuni reati". E annuncia "un esposto in Procura". 

Il Pd chiede lo "sbarco immediato" dei naufraghi: "I campi in Libia sono un inferno che non finisce mai, ci hanno detto i migranti", twitta il presidente del Partito. 

Intanto a bordo si rischia un'emergenza sanitaria. Il comandante della nave avrebbe comunicato via mail che i tre bagni usati dai 47 migranti e dal personale dell'Ong tedesca starebbero per raggiungere la saturazione. Questo tipo di rifiuti non può essere scaricato perché la nave, ferma in rada da 3 giorni, è troppo vicina alla costa. 

SALVINI - Sul caso della nave Ong torna a intervenire il ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Io lavoro con la coscienza di uno che ritiene che salvare vite significa bloccare le partenze, sulla Sea Watch 3 non ci sono donne e bambini, ma queste persone non devono essere in mano agli scafisti che sono i veri delinquenti", dice ai microfoni di Rtl 102.5. "I primi di marzo tornerò in Africa dove lavoriamo a diversi progetti di sviluppo", aggiunge il titolare del Viminale e vicepremier puntando il dito contro chi ieri è salito a bordo. "Non hanno rispettato le norme igienico-sanitarie, possono portare a terra di tutto e di più", dice commentando la decisione di Nicola Fratoianni (LeU), Riccardo Magi (+Europa) e Stefania Prestigiacomo (Forza Italia) e del sindaco di Siracusa Francesco Italia. 

LA PROCURA - "Alcuni minorenni a bordo della nave hanno un'età dubbia. Non hanno documenti con loro e hanno riportato solo l'anno di nascita senza neanche giorno e mese. Quindi si tratta di un profilo da verificare", dice il capo della Procura di Siracusa, Fabio Scavone, a proposito della posizione dei 13 migranti indicati come minori dal comando della Sea Watch. "Sostanzialmente c'è solo un minore che dichiara di avere 15 anni per il resto si tratta di una fascia di diciassettenni nati il 1 gennaio del 2002 - dice il magistrato -. Sono di diverse nazionalità: il quindicenne è sudanese, poi ve ne sono del del Gambia e del Senegal. Ma sono tutti identificati sulla base delle loro dichiarazioni". Il procuratore ha anche dichiarato che il comandante della Sea Watch non è indagato per i suoi spostamenti, compreso il mancato attracco della nave in Tunisia per un eventuale sbarco in sicurezza.

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FI, ANCHE CARFAGNA SI MUOVE - Intanto si muove in Forza Italia il fronte favorevole allo sbarco. Dopo Stefania Prestigiacomo, che ieri ha partecipato al blitz sulla Sea Watch, anche Mara Carfagna si schiera contro la politica di Salvini.  "Questa guerra non si combatte facendo prigioniere le loro vittime, ma con la forza della legge, con la Polizia, con l'intelligence, usando i mezzi tecnologici, dai droni alle intercettazioni - ammonisce la vicepresidente della Camera forzista in un video pubblicato sui social -  Si fa soprattutto giocando un ruolo in Libia e in Europa , ma non la si combatte rendendo prigioniere le loro vittime. Prendersela con il più piccolo del cortile con il più debole è da codardi e da vigliacchi. Uno Stato forte non lo fa: lo fa uno Stato debole che proprio perché è debole ha bisogno di mostrare i muscoli". 

IL GARANTE SCRIVE A TONINELLI - Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, Mauro Palma, ha scritto oggi al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, chiedendo l'immediato attracco della nave e il conseguente sbarco delle persone soccorse, nella chiara finalità di tutelare i diritti delle persone salvate e di preservare il Paese dal dover rispondere in sede internazionale di possibili violazioni della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU).

APPELLO FIRMATO DA 50 ONLUS - Un messaggio è stato inviato al capo del governo da 50 onlus impegnate per i diritti dei minori, lo ha dichiarato Save the Children in un comunicato. Nella lettera si chiede al premier Conte che si dia seguito oggi stesso alla richiesta della Procura presso il Tribunale per i minorenni di Catania di far sbarcare i minori, sottolineando che "le disposizioni della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, del diritto internazionale del mare, della Convenzione Europea sui diritti umani, della nostra Costituzione e delle leggi interne di tutela rendono lo sbarco dei minori un atto dovuto".

DATI DEL VIMINALE - Intanto il Viminale ha comunicato che i migranti sbarcati in Italia nei primi 28 giorni di gennaio nel 2018 erano 3.176, quelli arrivati quest'anno sino ad oggi sono 155.  Inoltre i rimpatri effettuati tra il 1° gennaio e il 20 gennaio 2019 sono stati 306. "I dati smentiscono chi sostiene che il Pd aveva bloccato gli sbarchi. Noi stiamo facendo di più e meglio. E per la prima volta i rimpatri sono superiori agli arrivi", commenta in proposito sempre lo stesso Salvini.