Roma, 7 gennaio 2019 - Nervi tesi sulla nave di Sea Watch 3. Alcuni dei migranti a bordo hanno iniziato a rifiutare il cibo. A riferirlo è la stessa Ong tedesca che in un tweet ribadisce il timore che "Il loro stato psicologico e di salute possa peggiorare sensibilmente". Non va meglio sulla Professor Albrecht Penck, nave dove opera la Sea Eye: l'acqua potabile è razionata e il carburante finito. Sono 17 giorni che 49 profughi si trovano a bordo delle due imbarcazioni, in attesa di un approdo. Ora, spiegano  le ong, la situazione rischia di degenerare. "Stiamo registrando episodi di persone che rifiutano il cibo - scrive Sea Watch su Twitter - Non possiamo credere che tutto questo stia accadendo a poche miglia dalle coste europee". Bene le parole, spiegano dall'organizzazione non governativa, ma ora servono i fatti. Ovvero un'autorizzazione allo sbarco in un porto vicino. 

BRACCIO DI FERRO - La trattativa si gioca a livello europeo. Bruxelles continua gli "sforzi per trovare una soluzione per uno sbarco rapido e sicuro delle persone a bordo", dice il portavoce dell'esecutivo comunitario, Margaritis Schinas, aggiungendo che durante il fine settimana ci sono stati "contatti intensi e continui". Ma la vicenda non si sblocca. Malta è irremovibile sul suo no all'approdo, con il premier Muscat intenzionato a "non creare il precedente" e darla "così vinta ai bulli". L'Italia, tramite il vicepremier Luigi Di Maio, ha espresso disponibilità ad accogliere donne e bambini. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si è detto oggi pronto a far sbarcare 15 persone, specificando che non saranno "solo donne e bambini". A fare muro sono ancora Matteo Salvini e la Lega, sostenitori della linea dura che sta mettendo tensione nella maggioranza. Fonti del Carroccio sottolineano che, a dispetto delle dichiarazioni, non c'è polemica tra Conte e il vicepremier. Il governo sarebbe compatto: i porti restano chiusi. Per la Lega  la "soluzione" alla gestione degli arrivi sta nella creazione di "corridoi umanitari via aerea per chi scappa davvero dalla guerra". Escluse altre strade, viene ribadito ancora oggi da fonti leghiste.

SALVINI - E Salvini è ritornato a rilanciare la linea dura intervenendo a 'Quarta Repubblica' in onda su Rete Quattro. "Io voglio fare tutto quello che è umanamente possibile per fermare il traffico di essere umani, gli scafisti grazie a questo traffico di essere umani poi comprano armi e droga", ha detto il titolare del Viminale. Salvini ha anche spiegato che accogliere le 15 famiglie di migranti a bordo della Sea Watch "sarebbe un segnale di cedimento che farebbe dire agli scafisti '10 oggi, 15 domani, vediamo... Continuiamo a prenderli". "Seawatch e Sea Eye? Sono dei furbetti che cambiano bandiera e non rispettano le regole, i porti italiani per gli scafisti restano chiusi", ha concluso invitando "Malta, Germania e Olanda a fare finalmente il loro dovere".

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LA CHIESA IN CAMPO - A nulla valgono quindi i ripetuti appelli all'accoglienza, giunti anche da Papa Francesco. "Il nazionalismo non prevalga, bisogna tutelare i profughi", ha ripetuto anche stamattina il pontefice. "L'inferno è lasciare 49 persone al freddo nel Mediterraneo. E' una follia", ha tuonato il presidente della Pontificia accademia per la vita, mons. Vincenzo Paglia, ospite di 'Bel Tempo si spera' su Tv2000. 

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