Roma, 30 agosto 2018 - Il botta e risposta tra Salvini e Macron va avanti. E il ministro dell'Interno torna ad attaccare il capo dell'Eliseo sulla questione migranti dopo che ieri quest'ultimo aveva detto: "Sì è vero, sono l'avversario di Salvini e Orban". Intanto sul ministro dell'Interno piombano nuove accuse dalla procura di Agrigento per il caso della nave Diciotti, mentre Salvini fa sapere che è stato lui stesso a chiamare la Cei per farsi carico dei migranti.

L'ATTACCO A MACRON - "Da inizio 2017 ad oggi la Francia del 'bravo Macron' ha respinto più di 48.000 immigrati alle frontiere con l'Italia, comprese donne e bambini. Sarebbe questa l'Europa 'accogliente e solidale' di cui parlano Macron e i buonisti?", ha scritto il leghista su Facebook. "Al posto di dare lezioni agli altri, inviterei l'ipocrita presidente francese a riaprire i confini e accogliere le migliaia di rifugiati che aveva promesso di prendere", rincara il vicepremier, che aggiunge: "L'Italia non è più il campo profughi d'Europa, la pacchia per scafisti e buonisti è finita!".

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IL PRESIDENTE FRANCESE NON ARRETRA - Ma il presidente francese va avanti con le stoccate all'Italia, tornado a criticare coloro che "vogliono prendere l'Europa in ostaggio" utilizzando quella "demagogia che fa comodo ai dirigenti politici". Nella conferenza stampa finale dopo la visita ad Helsinki, Macron ha accusato coloro che "dicono che tutti i problemi vengono dall'Europa: un ponte crolla? È colpa dell'Europa. Siete preoccupati perché ci sono immigrazioni dall'Africa? È colpa dell'Europa. Questi - ha aggiunto - non sono quelli che vengono chiamati populisti, sono i demagoghi".

Intanto, l'Italia è pronta a rompere con l'Europa sulla missione Sophia. "Accordo sulla rotazione dei porti di sbarco dei migranti o valuteremo se continuare", dice la ministra della Difesa Elisabetta Trenta, "delusa perché l'Europa non c'è, ma fiduciosa". "Chiediamo la solidarietà dei Paesi Ue e speriamo che quando arriverà non sia troppo tardi", dice il ministro degli Esteri Enzo Moavero.

IL CASO DICIOTTI - Salvini torna a parlare del caso della nave Diciotti, dicendo che "La Cei l'ho chiamata io, non è che si siano chiamati da soli. Irlanda, Albania e vescovi sono stati contattati da noi. L'Europa per l'ennesima volta si è girata dall'altra parte ed ha fatto finta di niente". A 'Radio Padova' il vicepremier ha aggiunto: "Ci siamo rivolti fuori dall'Europa, con l'Albania, e abbiamo chiamato anche altri Paesi che potranno essere utili nei prossimi eventuali, spero di no, sbarchi. Abbiamo chiamato la Chiesa cattolica perché a parole proclama accoglienza e generosità, si è fatta anche economicamente carico di queste persone".

Ma dalla Cei arriva la replica. Affidare i 100 migranti della Diciotti alla struttura "Mondo Migliore" di Rocca di Papa e poi alle Diocesi italiane "è stato come costruire un ponte: non è questione di chi ha fatto cosa e non entrerei nei dettagli", dai vescovi italiani è arrivata "un'offerta" che poi ha portato a "un accordo, all'incontro di due istituzioni, Ministero dell'Interno e Chiesa, per risolvere una situazione di stallo oggettivo che non poteva più prorogarsi", ha siegato il portavoce. 

NUOVE ACCUSE - Intanto sul ministro dell'Interno, che nell'inchiesta sul caso Diciotti risponde di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d'ufficio, insieme al suo capogabinetto, arrivano nuove accuse. La procura di Agrigento ipotizza, come confermato da fonti giudiziarie, anche i reati di sequestro di persona a scopo di coazione, in quanto secondo i magistrati il titolare del Viminale avrebbe impedito lo sbarco per fare pressione sull'Ue in direzione della ridistribuzione dei migranti; e l'omissione d'atti di ufficio poiché avrebbe ignorato la richiesta della Guardia costiera di un porto sicuro, indicando Catania solo come scalo tecnico.

Il procuratore Luigi Patronaggio sta effettuando ulteriori accertamenti e verifiche anche per quanto riguarda l'identificazione e la tutela dei diritti delle persone offese e per problemi di carattere tecnico-giuridico. L'intenzione è assicurare ai migranti che erano a bordo della 'Diciotti' la la piena tutela legale e la possibilità di costituirsi in giudizio contro il ministro dell'Interno. Domani dovrebbero arrivare gli atti dell'inchiesta alla procura di Palermo. Gli uffici diretti da Francesco Lo Voi avranno 15 giorni per inviare tutto al Tribunale di ministri che avvierà la sua istruttoria decidendo entro 90 giorni (più eventuali sessanta) se archiviare o trasmettere nuovamente le carte al procuratore della Repubblica che dovrà inoltrare l'autorizzazione a procedere al Senato.

"Siamo al lavoro da nemmeno tre mesi, mi sembrano trent'anni visto il lavoro fatto e il numero di inchieste aperte: oggi ho scoperto che ho altri due capi di imputazione" per la gestione della vicenda della nave Diciotti, "però per me sono medaglie", ha detto Salvini.