Innsbruck, 11 luglio 2018 - Un "asse italo-tedesco" per cambiare le regole sull'immigrazione. A parlare chiaramente di intesa tra Roma e Berlino è Matteo Salvini al termine del bilaterale con il collega Horst Seehofer con cui ha concordato "un percorso comune tra i due Paesi" con l'obiettivo di "ridurre gli arrivi e aumentare le espulsioni" di migranti. A poche ore dal vertice ministeriale Ue e dopo una convulsa giornata spesa per risolvere il caso Diciotti (a bordo della quale ci sono 67 migranti recuperati dal rimorchiatore Vos Thalassa di fronte alle coste libiche), il capo del Viminale assicura di aver "ottenuto il sostegno della Germania per avere meno migranti, meno sbarchi e meno morti". 

Ovviamente non mancano le divergenze, in particolare sui movimenti secondari (i richiedenti asilo registrati in Italia che arrivano in Germania) su cui si concentra Seehofer, ma il clima sembra collaborativo. "Siamo i due Paesi che hanno accolto di più e pagato di più per l'immigrazione, abbiamo quindi degli obiettivi comuni, meno migranti e più sicurezza", dice il ministro dell'Interno. 

Al centro della strategia italiana resta il ruolo della Libia: "Non accetteremo nessun migrante in più se non aver prima stipulato un accordo europeo che preveda un rafforzamento dei confini e la possibilità delle espulsioni in accordo con i Paesi africani", precisa il vicepremier che licenzia come "secondaria" la questione dei rimpatri interni su cui puntano Germania e Austria. "Prima di accettare in Italia un solo immigrato vogliamo che l'Europa protegga le frontiere: su questo l'asse italo tedesco si farà sentire", sottolinea il leader della Lega che sembra aver stabilito un buon rapporto con quello della Csu bavarese che mette forte pressione alla cancelliera, Angela Merkel, proprio sul dossier migranti. 

"Con Seehofer ci troveremo ancora a luglio a Milano per parlare di numeri, di uomini, di tempi e di mezzi", prosegue Salvini. Ribadita inoltre la richiesta di cambiare le regole della missione Sophia, "che ha portato in Italia 45mila migranti. Ne parleremo già la prossima settimana".

"Chiederemo che la Libia venga dichiarata porto sicuro in modo che sia possibile il rimpatrio degli irregolari e siamo già al lavoro per cambiare le missioni navali europee. Prima di ricollocare qualcuno in Italia, voglio dislocare qualcuno dall'Italia. Il nostro obiettivo è avere un saldo positivo, almeno un migrante in meno da mantenere". E non è tutto: "Interverremo anche sui detenuti stranieri presenti nelle nostri carcere". 

Salvini si premura di disinnescare anche il rischio che l'Austria blindi il Brennero: "Domani a Kickl dirò che non serve, parliamo di poche decine di persone". E se il fronte dei sovranisti almeno di facciata regge, per il titolare del Viminale, al di là di tutto, conta "vedere i fatti" ma non è di poco conto il ritorno dell'Italia "centrale" in Ue.