Roma, 11 settembre 2018 - "Inappropriate, infondate e ingiuste". Così la Farnesina definisce le dichiarazioni dell'alto Commissario Onu, Michelle Bachelet, che ieri ha parlato di "inadempienze italiane in materia di rispetto dei diritti umani dei migranti". E lo stesso ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, si dice dispiaciuto per "l'iniziativa" di inviare un team (per valutare "il forte incremento segnalato di atti di violenza e razzismo contro migranti, persone di discendenza africana e Rom"). Intervenendo su Radio Capital, il titolare della Farnesina però si mostra più cauto sull'ipotesi avanzata ieri dal vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini di rivedere i fondi destinati alle Nazioni Unite. "Sappiamo che l'organizzazione ha periodicamente qualche braccio di ferro con alcuni Stati membri, alcuni sono usciti da certe agenzie", osserva alludendo alla scelta di Stati Uniti e Israele di lasciare l'Unesco, "ma non siamo ancora arrivati a questo punto".

E di infondatezza parla anche il ministro della Giustizia. "Il richiamo dell'Onu è totalmente infondato - dice Alfonso Bonafede ad Agorà Estate -. I dati italiani per l'aggravante del razzismo in Italia sono discendenti. Si tratta di un'accusa ingiusta, vogliono mandare addirittura i commissari? In Italia c'è sempre qualcosa da vedere, vedranno il Colosseo, ma non troveranno traccia di razzismo".

NUOVO NAUFRAGIO - Intanto Medici senza Frontiere denuncia l'ennesimo tragico naufragio avvenuto il 1° settembre al largo della Libia. I morti sarebbero cento, secondo l'organizzazione internazionale che riferisce di una ventina di bambini tra le vittime. Medici senza Frontiere riporta la testimoninanza di un sopravvissuto, secondo cui è stata contattata la Guardia costiera italiana, ma quando i "soccorritori europei sono giunti la barca era già affondata". Stando alle informazioni raccolte, i migranti erano partiti su due gommoni: a bordo oltre 160 persone ciascuno, tra cui sudanesi, maliani, nigeriani, camerunensi, ghaniani, libici, algerini ed egiziani.