Parigi, 21 ottobre 2018 - Continua la 'guerra delle frontiere' tra Italia e Francia. Dopo l'ultimo respingimento di tre migranti a Claviere da parte della gendarmerie d'Oltralpe - considerato 'prassi consolidata' da Parigi e contestato da Roma - il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha predisposto l'invio della polizia al confine.

Per tentare un accordo, il ministro dell'Interno francese Christophe Castaner ora tende la mano, annunciando a Le Journal du Dimanche di voler "discutere prossimamente con gli omologhi europei, compreso Salvini" della questione migranti e dei respingimenti alla frontiera tra Francia e Italia. 

Sulla decisione italiana di inviare agenti di polizia per bloccare i migranti rispediti dalla Francia in Italia a Claviere, Castaner ha detto: "Non ci può essere soluzione senza cooperazione. Le decisioni unilaterali non possono farci fare passi avanti".

Intanto i funzionari della direzione centrale dell'immigrazione e della polizia delle frontiere (Dipartimento della pubblica sicurezza) stanno per arrivare a Claviere per verificare la situazione dopo i recenti episodi di sconfinamento.

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SALVINI: ANDIAMO AVANTI - "Continueremo a pattugliare i confini, l'Italia ha rialzato la testa. Invito Castaner a Roma", è la reazione del ministro dell'Interno italiano in risposta all'appello di Castaner. E continua: "L'Italia non è più pavida, rassegnata a essere il campo profughi d'Europa e che prende ordini da Bruxelles e da Berlino. Aspetto il ministro francese a Roma, ma nel frattempo continueremo a pattugliare i confini. Siamo un Paese che ha rialzato la testa: chi non l'ha ancora capito se ne renda conto".

Commentando le parole del suo omologo francese - secondo il quale "le decisioni unilaterali non possono farci passi in avanti" - il responsabile del Viminale osserva: "Prendo atto con soddisfazione. Castaner evidentemente fa autocritica dopo gli episodi di immigrati scaricati come pacchi dalla polizia francese nei boschi italiani. Castaner è ministro da pochi giorni, sono sicuro che lavoreremo bene e nel rispetto reciproco. Ma servono i fatti: noi siamo pronti a tirare dritto".
Peraltro, il ministro francese ha invocato "più efficacia nei provvedimenti di espulsione". "Sono d'accordo - sottolinea Salvini - è quello che sostengo da anni eppure mi davano del razzista, anche da Parigi. Meglio tardi che mai".

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