Roma, 15 luglio 2018 - Pugno forte o fortissimo per arginare l’immigrazione clandestina? Per gli italiani, a torto o a ragione, gli sbarchi dei migranti sulle nostre coste della Sicilia sono diventati tra i problemi prioritari che il Governo deve affrontare. D’altronde su questo punto l’Esecutivo ottiene un alto livello di consenso visto che il 52% degli elettori condivide in generale le varie azioni finora adottate e che tendono a diminuire l’incidenza degli arrivi dei clandestini. Quindi, se si traduce questo dato statistico in sentiment emotivo della popolazione, si può affermare che la posizione intrapresa di fare «muro contro muro» contro l’immigrazione illegale coincide con le aspettative della maggioranza degli italiani.

Conte: "100 migranti in Francia e a Malta. L'Italia è stata ascoltata"
 
Questo è stato uno dei temi forti della comunicazione in campagna elettorale della Lega ed evidentemente, al momento, si ha la percezione collettiva che si sta mettendo in atto quanto promesso. In generale è così, ma se di volta in volta si giudicano i vari episodi e il conseguente comportamento del Governo finalizzato ad arginare gli attracchi delle navi, con a bordo migranti, si registrano alcune divergenze. Prendiamo il caso di quanto avvenuto nei giorni scorsi relativamente alla nave Diciotti che aveva caricato a bordo 67 persone trovate in mare. In questo caso è avvenuto un braccio di ferro tra il ministro dell’Interno Salvini ed il presidente della Repubblica Mattarella. Il primo ostile a concedere l’ospitalità, il secondo conciliante vista la situazione di emergenza di una nave posizionata fuori dal porto di Trapani con un numero di persone limitato a bordo.
 
In pratica dopo l’intervento del Quirinale sul presidente del Consiglio Conte, la situazione si è sbloccata e la Diciotti ha potuto attraccare in porto. Non solo. Salvini aveva preannunciato un arresto immediato di chi durante il viaggio aveva scatenato una rivolta contro il capitano che aveva intenzione di riconsegnarli alla gendarmeria libica. Anche questo non è avvenuto. Uno scontro istituzionale, quindi, ad alto livello tra il presidente della Repubblica e ministro dell’Interno che lascerà un segno nella storia. In questo caso una larga maggioranza, il 62%, condivide l’operato di mediazione che ha messo in atto il Capo dello Stato coinvolgendo il premier e sbloccando una situazione di stallo. Questo alto livello di condivisione non è certo in contraddizione, però, con la fermezza che gli stessi italiani richiedono sulla problematica dell’immigrazione. Infatti le ragioni addotte da chi ha espresso un parere positivo rispetto a quanto ha messo in atto da Mattarella risiedono proprio in una duplice reazione: il 62% ha dichiarato che il fatto che si trattasse di un numero limitato di persone a bordo (67) ci rendeva deboli nei confronti degli altri partners europei e quindi la posizione dell’Italia avrebbe riscosso una bassa solidarietà da parte degli altri Stati; il 38%, invece, ha dato una spiegazione più tattica.
 
Pur ritenendo che la posizione dell’Italia debba continuare ad essere di fermezza contro l’immigrazione clandestina, per poter contrattare soluzioni con gli altri Paesi Europei non è necessario attuare i respingimenti a oltranza, per far valere i propri diritti. Pertanto si può anche permettere l’attracco di una nave con clandestini a bordo senza per questo fare un passo indietro sulla linea di fermezza, anzi usare questo metodo come valore in termini di contrattazione continua con l’Unione Europea. Insomma per la maggioranza degli italiani pare che in questo caso ci sia stato tanto rumore per nulla e si sarebbe potuto evitare uno scontro di alto livello Istituzionale.
*Direttore Noto Sondaggi