Luigi di Maio con Alessandro di Battista (Ansa)
Luigi di Maio con Alessandro di Battista (Ansa)

Roma, 3 dicembre 2019 - Resta teso il clima nel governo all'indomani dell'informativa del premier sul Mes. Se un match-bis tra Giuseppe Conte e Matteo Salvini era atteso, lo era sicuramente meno il gelo tra il presidente del Consiglio e Luigi Di Maio, che oggi torna sul fondo 'salva-Stati' in maniera critica raccogliendo l'appoggio di Alessandro Di Battista. "Giuseppe Conte ha detto ieri che tutti i ministri sapevano di questo fondo. Sapevamo che il Mes era arrivato ad un punto della sua riforma, ma sapevamo anche che era all'interno di un pacchetto, che prevede anche la riforma dell'unione bancaria e l'assicurazione sui deposito. Per il M5S, queste tre cose vanno insieme e non si può firmare solo una cosa alla volta", scrive infatti il leader dei 5 Stelle su Facebook.

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"Il M5S dice una cosa chiara: c'è una riforma in corso, prendiamoci del tempo per fare delle modifiche che non rendano questo fondo un pericolo Siamo al governo. Questo significa che abbiamo la possibilità, ma anche la responsabilità, di agire per migliorare le cose", prosegue il ministro degli Esteri  rivendicando che "il M5S continua ad essere ago della bilancia". "Decideremo noi come e se dovrà passare questa riforma del Mes", conclude Di Maio puntando dunque la linea dura. Una scelta su cui si allinea anche Di Battista. "Concordo. Così non conviene all'Italia. Punto", scrive l'ex parlamentare sempre su Facebook. 

ZINGARETTI - "Sul Mes si è fatto un vertice in cui si è decisa una linea comune, il presidente del Consiglio ha espresso una posizione alla Camera e al Senato. Poi ovviamente deciderà il Parlamento come accade sempre in queste occasioni di carattere internazionale", dice intanto l'alleato di governo Nicola Zingaretti. "Pensiamo al bene di questo Paese che ora vuol dire mostrare che c'è una squadra che pensa al suo domani - aggiunge il segretario del Pd - abbassando le polemiche e mettendo al centro le grandi cose che gli italiani vogliono che risolviamo: crescita economica, lavoro, sviluppo, green econony e scuola. L'Italia si aspetta questo da noi".

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CONTE - L'ultima parola di giornata, però, spetta allo stesso Conte che si dice "sorpreso" dalle "ricostruzioni" lette sui giornali "di una contrapposizione tra me e Di Maio". "È una lettura che non condivido: con di Maio mi sento quotidianamente, abbiamo fatto sul Mes un vertice, ci siamo confrontati, abbiamo fatto un comunicato congiunto", dice il presidente del Consiglio. E, rivolto ai giornalisti che gli chiedono come intende far valere la posizione italiana a Bruxelles, aggiunge: "Io non batto i pugni, uso argomentazioni, sono determinato a far valere gli interessi dell'Italia".

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"È legittimo sollevare criticità ma poi bisogna operare una sintesi complessiva. Certamente l'ultima parola spetta al Parlamento ma noi prima lavoreremo per rendere questo progetto non solo compatibile ma utile agli interessi dell'Italia", dice ancora il premier registrando le "differenti sensibilità" tra le forze politiche di maggioranza. E d'altra parte - conclude che "se prendessimo dieci economisti, tirerebbero fuori dieci valutazioni diverse".