Il consenso dei partiti
Il consenso dei partiti
Lei sì che se ne intende. Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research, è sondaggista e analista politica di chiara fama (e dire che è laureata in Oceanografia paleontologica...). Parla dello stato di salute dei partiti e della politica, oltre l’ultima Supermedia. Il dato che più colpisce la Ghisleri riguarda Giuseppe Conte. "Sì – attacca – perché il fatto che i 5 Stelle avanzino trova il suo significato nella nuova presenza dell’ex premier". Ci sveli il segreto del successo. "Conte dà una sensazione di moderazione e pacatezza che colpisce l’elettore pentastellato. Si tratta fondamentalmente di un...

Lei sì che se ne intende. Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research, è sondaggista e analista politica di chiara fama (e dire che è laureata in Oceanografia paleontologica...). Parla dello stato di salute dei partiti e della politica, oltre l’ultima Supermedia. Il dato che più colpisce la Ghisleri riguarda Giuseppe Conte. "Sì – attacca – perché il fatto che i 5 Stelle avanzino trova il suo significato nella nuova presenza dell’ex premier".

Ci sveli il segreto del successo.

"Conte dà una sensazione di moderazione e pacatezza che colpisce l’elettore pentastellato. Si tratta fondamentalmente di un aspetto psicologico. È portatore di un messaggio aggregativo, strutturale, di una proposta nuova o che, comunque, tale appare".

Ma non volevano aprire le Camere come una scatoletta e...

"Il M5s è cambiato. Dal 2009 sono passati 12 anni, mica poco. Sono nati sull’onda della contestazione, poi hanno fatto opposizione in Parlamento e infine sono diventati partito di governo. Impossibile potessero rimanere come prima".

Così puri, così trasversali...

"Una volta... quando sono nati hanno preso voti dal centrodestra e dal centrosinistra. Ma nell’arco degli ultimi anni chi proveniva dal centrodestra è rientrato più facilmente nel “suo” alveo naturale e ha ricominciato a votare Lega, Fratelli d’Italia e in parte Forza Italia".

La fiamma arde: Meloni superstar.

"Da tempo, direi. Non lo scopriamo certo oggi. Il suo successo era inaspettato. Come donna sono contenta. Per la Meloni è tutto più complicato. A questo proposito mi colpì un episodio: in occasione di una campagna elettorale i suoi manifesti furono criticati non per i messaggi, ma per la sua immagine, in molti dissero che era di non gradevole aspetto. Da non credere! Mai accaduto per un uomo".

La Meloni dovrà fare i conti con la sua storia, no?

"Più crescono i consensi, maggiori sono le difficoltà. Dovrà cercare una sintesi, difficile assai, tra l’anima di destra e di centro-destra. Insomma, tra “un” Guido Crosetto e Fabio Rampelli c’è una certa differenza".

E poi il Pd. Ma la sinistra, a parte Articolo 1, dov’è finita?

"Un attimo. La sinistra non è affatto scomparsa. È che deve ridefinire i suoi perimetri".

Letta non sembra un leone.

"Letta, invece, sta tentando di riportare identità al Pd. Si confronta con nuove esigenze, con “nuovi“ giovani, con un elettorato sempre più fluido. Parla di diritti. Di ius soli. Non sarei così pessimista sulla sinistra, anche se trovare la quadra è difficile".

Berlusconi, Renzi, Salvini, Meloni. Ma quanto si innamorano gli italiani?

"Tanto. Tantissimo. C’è sempre la voglia di stare al centro, non come luogo politico, ma come luogo di attenzione. Tuttavia le persone oggi sono più severe e ciniche nei loro giudizi pur non rimanendo meno propense all’utopia di credere in nuove proposte politiche aggiornate di volta in volta secondo lo spirito dei tempi".

Manca una terza forza laica.

"Non è vero. Renzi, Calenda, +Europa, sono, potrebbero essere, gli eredi di quella Terza Italia che non ha saputo, nella Prima Repubblica, aprirsi un varco stabile tra le chiese democristiane e comuniste".