Lunedì 22 Luglio 2024
ANTONELLA COPPARI
Politica

Giorgia Meloni, il suo video come una fiction. I guru del marketing: bella mossa

Il Primo maggio la premier ha girato una clip a Palazzo Chigi per illustrare le misure del Governo Soddisfazione nello staff della comunicazione: "Moltissime visualizzazioni su siti web e social"

Il progetto iniziale era tutto diverso. Una classica conferenza stampa fiume. Solo dopo l’incontro con i sindacati domenica sera, la premier si è resa conto che lo sgarbo sarebbe stato insostenibile, e così ha riconvertito in corsa, affidandosi al modello introdotto e adoperato con maestria da Silvio Berlusconi: il video. Certo, lo stile di Giorgia Meloni e del suo responsabile della comunicazione digitale, Tommaso Longobardi, è molto diverso da quello del Cavaliere e del suo storico "L’Italia è il paese che amo".

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

Ma gli obiettivi sono identici: fare della politica un prodotto da vendere e di se stessi il testimonial. E dunque: se l’alleato si presentò nelle case degli italiani seduto a una scrivania, lei l’ha fatto camminando. La presidente del Consiglio ha scelto un look bianco e nero per illustrare il decreto Lavoro varato il Primo maggio con un monologo di tre minuti e trentaquattro secondi. Un lungo piano sequenza, montato con un paio di interruzioni, durante il quale spiega le misure del provvedimento mentre attraversa i suoi uffici accompagnata dalla telecamera. "Buon Primo maggi’ a tutti, e adesso al lavoro", scandisce prima di aprire la porta della sala in cui si svolge il consiglio dei Ministri per prendere posto tra Antonio Tajani e Alfredo Mantovano, facendo quindi suonare la campanella che segna l’inizio della riunione. Va da sé che questa è la scena girata per prima, tutto il resto a varo avvenuto. Precauzione indispensabile: ogni norma può essere cambiata in corso di Cdm.

Su una cosa concordano tutti, persino gli avversari: la mossa ha funzionato. Una qualche efficacia non la nega proprio nessuno. Ma quanta e con quali rischi per questa nuova immagine della premier-lavoratrice è ancora tutto da vedere. A Palazzo Chigi sono soddisfattissimi: "Abbiamo colpito nel segno; abbiamo ottenuto tantissime visualizzazioni", dicono nel suo giro.

Claudio Velardi che di immagine se ne intende essendo stato prima il portavoce di Massimo D’Alema e poi lo spin-doctor ombra di Matteo Renzi concorda: "Dal punto di vista comunicativo trovo il video ineccepibile. È ben girato e lei descrive bene le cose che il suo governo ritiene d’aver fatto". L’unico appunto che si concede è sulla lunghezza: "Avrei cercato di restare entro i due minuti, è un format perfetto per tutte le piattaforme social". Affermazioni che collimano in gran parte con quelle del sondaggista Antonio Noto: "È una novità, e le novità suscitano sia applausi che critiche. Questo è comunque un vantaggio per i politici". Ciò su cui esprime riserve è la ’performance’ della prima attrice: "La premier avrebbe potuto essere più spontanea. Mi è sembrato troppo evidente che recitasse".

Del successo in sè dello spot è convinto anche Giovanni Diamanti, socio fondatore di Youtrend, ma i suoi dubbi sono più corposi: "Di sicuro, è uscita dalla banalità della comunicazione politica,e questa è una buona idea. Inoltre è più accorta di quanto non fosse Salvini all’epoca del governo gialloverde; evita di provocare come faceva lui". Il problema è nella continuità: "La comunicazione si giudica nel medio termine: una trovata-spot da sola serve a poco".

A caldo, il sociologo Massimiliano Panarari aveva sottolineato in un’intervista che il video "è una chiamata affettiva alle armi per rubare alla sinistra la sua festa". L’incursione ai danni del Primo maggio è riuscita o no? "Non ha oscurato la manifestazione – assicura Noto – il Concertone ha aumentato gli ascolti in tv rispetto allo scorso anno. D’altra parte anche lei ha avuto il suo successo: non ha consentito che la sinistra avesse il monopolio del tema del lavoro". Insomma, "a ciascuno il suo Primo maggio".