Giorgia Meloni (Ansa)
Giorgia Meloni (Ansa)

Roma, 2 ottobre 2021 - Ira di Giorgia Meloni alla vigilia del voto per le amministrative che coinvolge anche le città metropolitane dove si gioca il tutto per tutto fra destra e sinistra. Al centro della protesta del leader di Fratelli d'Italia lo scandalo sollevato da un'inchiesta giornalistica che ha portato la procura di Milano ad aprire un fascicolo con le ipotesi di finanziamento illecito ai partiti sulla campagna elettorale per le elezioni di Milano, e che coinvolgerebbe l'europarlamentare e capodelegazione di FdI Carlo Fidanza. "Tre anni di giornalista infiltrato per mandare 10 minuti di video in onda nell'ultimo giorno di campagna elettorale per fare sì che stesse sulle prime pagine nel giorno di silenzio elettorale è una polpetta avvelenata e in uno stato di diritto non accadrebbe", 'sbotta' Meloni.

"Continuo a chiedere ufficialmente al direttore di Fanpage di fornirmi le 100 ore di girato di cui loro dispongono perchè mi interessa molto chiaramente sapere come si comportano amche i miei dirigenti. Ho abbastanza esperienza per sapere che non mi posso fidare ciecamente di cio' che viene tagliato e cucito su un video di 10 minuti", nota.

E ancora, con lo sguardo ai partiti della maggioranza: "L'idolo della sinistra immigrazionista Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace, è stato condannato in primo grado dai magistrati del Tribunale di Locri - insieme ad altre persone - per una serie di reati. Tra questi: associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, peculato e abuso d'ufficio. In buona sostanza i soldi pubblici destinati agli immigrati finivano alle solite cooperative rosse e nelle case pagate dallo Stato per l'accoglienza ci dormivano i vip radical chic e i cantanti quando andavano a fare le passerelle a Riace. Insomma, la solita mangiatoia progressista sulla pelle dei disperati. Ma i grandi media tacciono: non sia mai che finisca la pacchia di chi lucra sugli immigrati, su donne e bambini, e il grande circuito clientelare della sinistra".

"Sono assolutamente indipendente e apartitico ma nessuno faccia finta di non conoscermi o, peggio, si permetta di offendere gratuitamente me e la comunità di veri patrioti che, mio malgrado, in questo frangente, ho l'onore e onere di rappresentare. Il 5% di voti della "destra radicale" fa gola a tutti ed è indispensabile per vincere qualunque sfida bipolare, nei comuni e nelle regioni, come alle elezioni politiche", scrive, intanto, su Instagram Roberto Jonghi Lavarini - il 'Barone nero' coinvolto nella vicenda - postando due fotografie che lo ritraggono insieme a Matteo Salvini e Giorgia Meloni.