Venerdì 19 Luglio 2024
ELENA G. POLIDORI
Politica

Matteo Ricci (Pd): "Uniti si può vincere. Nuovo centrosinistra con dentro i 5 Stelle"

L’europarlamentare dem: "Il contesto che stiamo vivendo rende fattibile questo percorso di alternativa. Sì a battaglie comuni come quella contro l’Autonomia differenziata"

Matteo Ricci (europarlamentare Pd, già sindaco di Pesaro) in Europa è appena nato il gruppo dei Patrioti, Bardella ne è il presidente e Vannacci e il suo vice. Un gruppo piuttosto numeroso. Che cosa ne pensa?

"Credo che questo gruppo rafforzerà la competizione a destra, una rincorsa tra Meloni e Salvini – sul fronte nazionale – tra chi è più a destra, una cosa senza senso, ma che ci sarà. D’altra parte, è il gioco a cui Meloni vuol portare Salvini e ogni questione che riguarderà l’Italia diventerà elemento di conflitto. Cercheranno di scavalcarsi continuamente. A destra, ovviamente".

Matteo Ricci, 49 anni, è europarlamentare del Pd eletto alle elezioni di giugno
Matteo Ricci, 49 anni, è europarlamentare del Pd eletto alle elezioni di giugno

A proposito di destra: le prossime elezioni saranno quelle americane, Biden vuole restare in corsa, ma c’è chi lo vuole fuori. E sono in tanti, a cominciare da Trump…

"Trump è molto forte. Va evitata in ogni modo la sua vittoria perché la sua figura è forte anche in Europa e dunque spero davvero che i dem americani scelgano una candidatura diversa capace di far diventare vecchio Trump e dia speranza agli Usa. Una campagna Trump-Biden è molto rischiosa. Spero davvero che il partito democratico statunitense sia capace di imprimere nuova forza a un nuovo candidato che potrebbe anche essere Michelle Obama, una figura credibile e innovativa, tra le migliori che si possano mettere in campo in questo momento. Mi auguro che ci sia una svolta...".

C’è una speranza, visto come è andata in Francia, dove sembrava tutto perduto, invece…

"…invece ha perso Marine Le Pen, che ha provato la spallata insieme a Jordan Bardella. Si erano illusi al primo turno, ma l’altissima partecipazione popolare al voto è stata una porta in faccia all’estrema destra e la vittoria della Francia democratica e repubblicana che, comunque, anche grazie a un sistema elettorale – quello a doppio turno – riesce a mettere un argine all’estremismo di destra antieuropeista".

Alla fine, sembra quasi che Il vero vincitore in Francia sia Macron e il suo azzardo…

"Macron ha compiuto un grande azzardo, certo. Ma ha evitato il possibile indebolimento del governo, dopo il voto delle europee. Quanto accaduto, però, è per lui una grande lezione: non può pensare di governare la Francia senza la sinistra. È cresciuto Mélenchon. E parecchio. Ora fare un patto con il Nuovo fronte popolare per Macron diventa più complicato, perché c’è la leadership più radicale di Mélenchon. Tuttavia, non c’è altra strada: i numeri non mentono".

Che cosa ha da imparare la sinistra italiana dalla Francia?

"Che uniti si vince. Però noi non dobbiamo costruire un Fronte popolare: abbiamo, attraverso le elezioni europee, già aperto una fase nuova. Il Pd compete con Fratelli d’Italia per la posizione di primo partito italiano ed è il baricentro di un nuovo centrosinistra, con il quale costruire l’alternativa di governo. Il contesto che stiamo vivendo rende questo percorso fattibile, attraverso battaglie comuni, come quella contro l’Autonomia differenziata. Reputo positivo il fatto che nel comitato referendario ci siano quasi tutte le forze di opposizione. L’alternativa al governo Meloni la si costruisce con un nuovo centrosinistra che ha come guida il Pd e che deve tenere dentro i 5 Stelle. Ma abbiamo bisogno anche di lavorare per favorire la creazione di una forza liberal democratica centrista. A causa dei personalismi tra Carlo Calenda e Matteo Renzi, quell’area non ha ottenuto rappresentanza alle Europee, tuttavia conta in Italia almeno un milione e mezzo di elettori. È una riflessione che va fatta".

Come finirà, secondo lei, in Commissione europea?

"Si sta costruendo un’alleanza difficile tra popolari, socialisti e democratici e liberali, nel segno dell’europeismo. Ci auguriamo che si possa allargare anche ai verdi. Dentro questa matrice europeista si sta trovando un accordo di programma con Ursula von der Leyen. Non è facile, ma è la scelta più responsabile che si possa fare".