L'ex leader del Pd Matteo Renzi (Newpress)
L'ex leader del Pd Matteo Renzi (Newpress)

Roma, 3 settembre 2018 - Nella lotta per la leadership all'interno di un Pd fiaccato - per usare un eufemismo - dopo le ultime elezioni, si fa vivo anche l'ex leader ed ex premier Matteo Renzi. E decide di sfilarsi, assicurando: "Il fuoco amico ha fatto fallire per due volte il progetto del Pd. Io non parteciperò alle primarie, le ho vinte due volte e per due volte sono stato bersaglio del fuoco amico. Chi vincerà le primarie deve essere sostenuto da tutto il Pd". E quindi, per chi voterà tra quelli che abbiamo chiamato 'gli 8 piccoli indiani'?  Renzi, parlando a 'Stasera Italia' di Rete 4, nicchia: "Vedremo chi si candiderà alle primarie, non credo ci sarà un solo candidato. Vedremo quali saranno i candidati", dice, e avverte: "Non è detto che il mio voto vada a Zingaretti". 

Autocritiche? Pochine. "L'errore più grande che ho fatto è stato smettere di rottamare - dice l'ex leader Pd - l'esatto opposto di ciò di cui mi accusano". E ancora, rispetto proprio alla leadership e all'accusa di aver troppo personalizzato il partito: "Con la personalizzazione il Pd ha preso il 41 per cento, con la spersonalizzazione ha preso il 18. Se non si sceglie un leader vero si avrà sempre un partito senza spina dorsale". E tornando alle primarie dem: "Non riduco la discussione a un toto nomi: Zingaretti, Calenda, Gentiloni...Quando ci sarà da scegliere nel mio piccolo sceglierò il candidato".

Di certo non vede possibili alleanze con i 5 stelle: "Le alleanze? Come si fa a fare un governo con chi mette in discussione l'obbligo dei vaccini? Spero che il Pd alla Camera abbia la forza di fare ostruzionismo. Una alleanza con i 5 stelle non era stata scelta da nessuno degli elettori del Pd". E poi: "La mia concezione della democrazia è diversa da quella della Casaleggio e di Rousseau".

Sugli attuali governanti, Renzi ha le idee chiare: "Io e Salvini siamo come il diavolo e l'acquasanta - spiega - Politicamente non potremmo essere più distanti. Dopodiché dal punto di vista personale io ho molto rispetto per Salvini. Ci siamo scambiati dei messaggi quando è morto il deputato della Lega Buonanno". Un esempio delle differenze? "Di Maio e Salvini manganellano chi non la pensa come loro sul web. Uso il termine 'manganello non a caso", precisa, e aggiunge, facendo l'esempio della nave Diciotti: "Tenere 177 persone su una nave per raggranellare qualche voto è una cosa che mi fa schifo". Oppure, affondando il coltello: ''Visto che la Lega ladrona ha rubato 49 milioni agli italiani, Salvini ci dica dove sono i 49 milioni''.

Poi una stoccata a Salvini, che proprio ieri aveva pesantemente ironizzato sul Pd. "In Libia ora ci sono gli attentati, quando c'era Minniti andava una volta al mese in Libia, mentre il ministro va a Milano Marittima: il risultato è che l'Italia non tocca più palla. Un mojito in meno, caro ministro dell'Interno, e fai un viaggio di più in Libia che serve all'Italia".

E così il 29 settembre in piazza contro il governo giallo-verde? "Certo, dopodiché non basta la piazza, bisogna andare oltre, spero tutte le forze di opposizione diano una mano perché serve una resistenza culturale, perciò noi faremo comitati civici in ogni comune contro questo governo no tav, no tap, no Ilva, no vax".

E poi ci sono le europee:  "Alle prossime elezioni si confronteranno due idee di Europa: da un lato Salvini, Orban, Farage e chi vuole uscire dall'Europa, dall'altra chi continua a credere in un'Europa di solidarietà". E ancora: "Alle Europee quello di un fronte ampio di nuovo insieme è un tema che si avverte, io spero vincerà il fronte che va da Macron a Tsipras".

Quanto alla tragedia del ponte Morandi il leader dem sbuffa: "Basta con questo scaricabarile sulla politica e i politici di tutto. C'è un signore che ha sbagliato e deve pagare - dice - Se crolla un ponte in quel modo assurdo nel 2018 non si può, come ha fatto il governo, dare colpa a chi c'era prima, come hanno fatto Di Maio e Toninelli. Ci vuole un colpevole o si alimenta la demagogia. C'è qualcuno che è responsabile al ministero e nella società Autostrade. Se la colpa è genericamente di quelli che hanno preso i soldi da Autostrade, non va bene, sembra che i soldi li ha presi il governo precedente e invece li ha presi la Lega, ma io non dico che la colpa è della Lega, perché è di un ingegnere che non ha fatto i controlli". Insomma, "L'idea di sparare nel mucchio è sbagliata".