La crisi di governo si avvicina a grandi passi, e sul Colle, come pure nel Pd, vogliono prendere il toro per le corna subito e risolverla in fretta, il prima possibile, dopo il Consiglio dei ministri che, martedì prossimo, dovrebbe sancire la rottura di Iv. A ieri, il barometro della crisi segnava ancora tempesta. Renzi continua ad alzare il tiro delle sue richieste, facendo capire di poter accettare solo un Conte ter, altrimenti lo sfiducia. Conte continua a dire che lavorerà "fino all’ultimo, con disciplina e onore", imperterrito, ma continua a sperare di trovare nuovi Responsabili al Senato. Il Pd...

La crisi di governo si avvicina a grandi passi, e sul Colle, come pure nel Pd, vogliono prendere il toro per le corna subito e risolverla in fretta, il prima possibile, dopo il Consiglio dei ministri che, martedì prossimo, dovrebbe sancire la rottura di Iv. A ieri, il barometro della crisi segnava ancora tempesta.

Renzi continua ad alzare il tiro delle sue richieste, facendo capire di poter accettare solo un Conte ter, altrimenti lo sfiducia. Conte continua a dire che lavorerà "fino all’ultimo, con disciplina e onore", imperterrito, ma continua a sperare di trovare nuovi Responsabili al Senato. Il Pd continua a incalzare entrambi. Il capogruppo dem alla Camera, Graziano Delrio, chiede a Conte di "fare presto".

A Renzi la voce suadente del capodelegazione dem al governo, Dario Franceschini – fa una minaccia velata: "Bastano un po’ di buonsenso e di buona volontà per evitare una crisi di governo in piena pandemia. Martedì mandiamo il Recovery in Parlamento e subito avviamo un confronto in maggioranza per un patto programmatico di legislatura".

In modo quasi speculare al M5s – che ieri ha parlato per bocca di Crimi, Di Maio e altri – Franceschini, "e cioè il vero ’capo’ del Pd nel governo", come sottolinea un deputato Pd, "sta dicendo a Renzi che se apre davvero la crisi si ritroverà tutti contro e che altri governi non ci sono, si va al voto".

E il Colle? "Davanti al baratro – spiega una fonte dem che lo frequenta – son pronti a tutto. Al voto anticipato, se mai, Dio non voglia, ci si arriverà, con un governo elettorale". "Ma se tutti ritrovano un po’ di calma e sangue freddo – continua la fonte dem – l’intenzione del Quirinale è di aiutare i protagonisti della crisi a risolverla e al più presto, anche facendo nascere un Conte ter senza passare per le consultazioni di rito e l’apertura di una crisi formale".

Al Colle, del resto, hanno – scherza un altro – "un cassetto pieno di precedenti da tirare fuori al momento opportuno". Traduzione: se il Colle, vero Lord Protettore di Conte, decide che, per salvare capra (il premier) e cavoli (la tenuta della maggioranza di governo), serve passare per quello che Renzi chiede e Pd e M5s non vogliono concedere (il Conte ter), presenterà quella scelta come la via unica e obbligata.

E dunque, sarà crisi formale o no? Verrà aperto lo studio della Vetrata? In realtà, la Vetrata è, da mesi, inagibile e frequentata solo da operai per dei lavori di ristrutturazione. Inoltre, il Covid impone restrizioni a tutti. La crisi – ‘informale’ o formale che sia – avrà ben pochi spettatori. "Ma va risolta e presto. Altrimenti – si domanda un’altra fonte vicina al Quirinale – quale governo approverà il nuovo scostamento di bilancio e il nuovo decreto Ristori? Quale governo farà i Dpcm e gestirà il piano vaccinale?". Guarda caso, ieri Zingaretti ritwitta Gualtieri che di questo parla ("eseguiti i bonifici dei ristori del decreto Natale").

Il leit motiv del Pd come di M5s e LeU, ma anche del Colle, è che un governo in carica – come la serva di Totò – ‘serve’. Non se ne può fare a meno. La crisi va risolta, e in fretta.