Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (ImagoE)

Roma, 11 ottobre 2018 - Le autorità indipendenti prescindono dalle scelte politiche "a garanzia di tutti". Entra così il presidente della Repubblica Mattarella, senza riferimenti diretti, nello scontro tra il vicepremier Di Maio e Bankitalia. Alle critiche di via Nazionale, Di Maio aveva replicato: "Vuole la legge Fornero? Si presenti alle elezioni". E il ministro per gli Affari europei Savona alla richiesta di un commento sul monito del capo dello Stato dice: "Meno parlo, meglio è...".

Bankitalia è stata la prima, ma poi anche l'Ufficio parlamentare di bilancio e l'Anac sono state criticate o strattonate dai big di Lega e M5s, 'imputate' di aver criticato il Def e altri provvedimenti presentati dal governo gialloverde. Ma il Capo dello Stato, senza voler entrare nel dibattito quotidiano e con una sottolineatura da pedagogo della politica, ricorda il suo ruolo di "garante del buon funzionamento del sistema". "Arbitro", si è definito in passato, dunque non giocatore che scende in campo, ma tutore della Costituzione e dell'equilibrio dei poteri che essa ha disegnato.

Mattarella oggi ha incontrato al Quirinale alcune scuole secondarie di secondo grado e rispondendo alla domanda su quanto sia difficile il suo lavoro in qualità di garante della Costituzione, il Presidente ha spiegato che la Costituzione "ha creato una condizione di equilibri". "La nostra Costituzione consente di superare difficoltà e di garantire l'unità della società anche perché ha creato un sistema in cui nessuno, da solo, può avere troppo potere - ha proseguito -. C'è un sistema che si articola nella divisione dei poteri, nella previsione di autorità indipendenti, autorità che non sono dipendenti dagli organi politici ma che, dovendo governare aspetti tecnici, li governano prescindendo dalle scelte politiche, a garanzia di tutti. C'è un sistema complesso di pesi e contrappesi, come insegna la nostra Costituzione".

"Perché? Perché - vedete - la storia insegna che l'esercizio del potere può provocare il rischio di fare inebriare, di perderne il senso del servizio e di fare invece acquisire il senso del dominio nell'esercizio del potere", ha sottolineato Mattarella.