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Mattarella: "Nessuno è al di sopra della legge". Salvini: vado avanti

Il monito del presidente della Repubblica: "Buona regola che i poteri statali non si atteggino ad ambienti rivali e contrapposti ma collaborino lealmente al servizio dell'interesse generale". Il ministro dell'Interno: chiusi porti rispettando la legge

Migrante malato in fuga, Salvini: "Torna tubercolosi in Italia"

Ultimo aggiornamento il 12 settembre 2018 alle 23:11

Roma, 12 settembre 2018 - Monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a Montecitorio, durante la cerimonia per il centenario della nascita di Oscar Luigi Scalfaro: "Come spesso ebbe a ricordare anche il presidente Scalfaro, la legge e le regole valgono per tutti, senza aree di privilegio per nessuno, neppure se investito di pubbliche funzioni, neppure per gli esponenti politici. Perché- dice il Capo dello Stato - nessun cittadino è al di sopra della legge". Mattarella ha inoltre ricordato che "Scalfaro disse che 'non potrà' mai esservi giustizia di destra, di centro o di sinistra, guai a porre a fianco del sostantivo giustizia un qualunque aggettivo. Alla base della democrazia due colonne stanno, entrambe salde: la libertà e la giustizia". Il Capo dello Stato ha tra l'altro dichiarato che "buona regola che i poteri statali non si atteggino ad ambienti rivali e contrapposti ma collaborino lealmente al servizio dell'interesse generale". Mattarella ha ricordato anche che "come hanno disposto i costituenti, nel nostro ordinamento non esistono giudici elettivi. I nostri magistrati traggono legittimazione e autorevolezza dal ruolo che loro affida la Costituzione. Non sono, quindi, chiamati a seguire gli orientamenti elettorali ma devono applicare la legge e le sue regole".

Migrante malato in fuga, Salvini: "Torna tubercolosi in Italia"

Immediata la reazione di Salvini: "Il presidente Mattarella oggi ha ricordato che nessuno è al di sopra della legge, ha ragione. Per questo io, rispettando la legge, la Costituzione e l'impegno preso con gli italiani ho chiuso e chiuderò i porti a scafisti e trafficanti di esseri umani. Indagatemi e processatemi, io vado avanti".

MINACCE AL PROCURATORE DI AGRIGENTO - Intanto minacce di morte sono giunte al procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio. Una busta con un grosso proiettile con scritte minacciose è stata recapitata al magistrato che ha coordinato la prima fase dell'inchiesta sulla nave Diciotti che vede indagato il ministro dell'Interno. Sul caso la procura di Caltanisetta, competente per territorio, ha aperto un'inchiesta.

"Solidarietà al Procuratore Patronaggio. In un Paese civile e democratico certe intimidazioni non possono essere né accettate né sottovalutate", ha detto il ministro dell'Interno.

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