Il senatore Andrea Marcucci (foto Ansa)
Il senatore Andrea Marcucci (foto Ansa)

Roma, 24 maggio 2020 - «I comportamenti degli editori devono rispettare la legge, siano editori puri o impuri, cioè proprietari di altre aziende. Ma soprattutto, se un editore ha altri interessi, rispetto alla proprietà di un giornale o di una tv, la cosa più importante è che sia garantita la libertà dei giornalisti". Parla il senatore Andrea Marcucci, oggi capogruppo del Pd al Senato, ma in un’altra vita imprenditore di successo nel settore farmaceutico e del turismo, oltre che amico personale – e vicino politicamente – di Matteo Renzi quando questi è stato segretario del Pd e poi presidente del Consiglio.

Un editore può entrare a gamba tesa in politica?
"Questo è un tema che tutte le forze politiche dovrebbero avere il coraggio di porsi. Imprenditori che hanno grandi imprese e, insieme, posseggono giornali, tv, radio, social, hanno la capacità di fare informazione come pure di fare disinformazione, non solo sui social. Il problema del conflitto di interessi degli editori è sempre stato attuale".

Come affrontare l’annoso tema del conflitto d’interessi?
"L’importante è che un editore agisca rispettando la legge e le norme vigenti. Per capirsi, Elkann – che oggi possiede, oltre a Fca auto, il gruppo editoriale Repubblica-Stampa-Finegil, le ha rispettate. Quindi, bene e punto. L’importante, però, è rispettare sempre la libertà e l’autonomia dei giornalisti. Io mi ribellerei con violenza se scoprissi che ci sono dei suoi colleghi cui viene impedito di svolgere il loro lavoro o che vengono pesantemente condizionati nel farlo".

L’attacco di Cairo a Renzi secondo lei è stato eccessivo?
"I toni usati e i giudizi sono stati inusuali. Un editore che attacca un uomo politico così frontalmente forse non ha il sapore della minaccia, ma di certo ha un sapore che non mi piace. L’avesse fatto Elkann, per non dire di Silvio Berlusconi, avremmo gridato allo scandalo. Forse, dietro l’attacco di Cairo a Renzi, c’è solo l’esigenza di riposizionamento in un ‘mercato’ politico ed editoriale contiguo, ma resta che le parole dell’editore Cairo contro il politico Renzi sono preoccupanti".

Meglio, dunque, che gli editori di giornali siano ‘puri’?
"Puri o impuri, l’importante è rispettare la legge, ma se un editore ha altri interessi economici o imprenditoriali, i giornalisti potrebbero vedere minata di più la loro libertà".