La coordinatrice di Forza Italia Mara Carfagna (Lapresse)
La coordinatrice di Forza Italia Mara Carfagna (Lapresse)

Roma, 1 luglio 2019 - Onorevole Carfagna, nonostante i richiami di Berlusconi, sembra che in Forza Italia ci sia più voglia di litigare che di costruire...
"I grandi cambiamenti comportano sempre delle resistenze. Ho fiducia che saranno superate e, se non succedesse, sarei la prima a denunciarlo. Dobbiamo rapidamente dare un riscontro alle speranze dei molti nostri ottimi militanti, amministratori locali, simpatizzanti e dirigenti che talvolta sono stati tenuti fuori dalle decisioni, mentre avevano i requisiti per essere coinvolti, dare il loro contributo, migliorare la nostra proposta e la nostra presenza. Alcuni si sono sentiti privi di bussola ma dobbiamo rendere loro il merito di aver sempre creduto in FI, anche nei momenti più difficili. Ora abbiamo l’occasione di costruire una struttura condivisa, partecipata, efficiente che affianchi il presidente Berlusconi". 

Ma è vero che Forza Italia potrebbe sciogliersi come neve al sole come dice Toti?
"Al contrario. Le rilevazioni e i sondaggi ci attribuiscono una potenzialità elettorale almeno doppia del nostro ultimo risultato alle europee. Tutti noi percepiamo quanto sia grande la possibilità di tornare ad essere centrali. Non è il timore a muoverci, al contrario: è la convinzione che possiamo essere più grandi e contare molto più di oggi. Il nostro partito è stato dato per morto così tante volte in 25 anni di successi che secondo me le ipotesi nefaste ci portano sempre fortuna".

Berlusconi insiste per avere un ruolo centrale; potrebbe rappresentare un ostacolo per il rinnovamento?
"Non facciamo ipotesi assurde, per cortesia. Non vedo come possa essere ostacolo chi questo rinnovamento lo ha voluto e avviato, affidando a due coordinatori ed ad un board la revisione dello statuto e delle regole. Il presidente Berlusconi è fondatore e leader di Forza Italia da sempre, ed è stato legittimato come tale da ogni tornata elettorale, anche alle ultime europee ha preso migliaia e migliaia di voti. Chi pensa che sia possibile metterlo da parte non ha il senso della realtà".

Forse non si voterà a breve, ma Forza Italia deve presentarsi non certo come partito diviso e litigioso. Il congresso ci sarà? E sarà un luogo di compensazione?
"Le divisioni e gli scontri che hanno segnato questa settimana sono in parte fisiologici di ogni cambiamento politico, ma c’è anche chi sbaglia e crede che un rinnovamento profondo e radicale possa essere messo in atto in pochi giorni. Nessuno ha la bacchetta magica, ogni trasformazione seria e credibile ha bisogno di un percorso a tappe. Noi siamo impegnati nella revisione delle regole per arrivare a un congresso. Saranno primarie? Sarà congresso? Decidiamolo insieme senza scatti in avanti. Se il rinnovamento diventa una guerra fratricida non ci sto, mi chiamo fuori".

Di che cosa ha bisogno la Forza Italia del futuro?
"Di nuove idee all’altezza dei tempi, di un dibattito ricco sulle proposte, non certo di divisioni sugli organigrammi. Siamo il punto di equilibrio nel centrodestra, il contrappeso moderato e europeista agli estremismi, alla propaganda, alla demagogia. Vogliamo proteggere il ceto medio, le famiglie, rappresentare l’impresa e il commercio, soffocati da tasse e burocrazia, taglieggiati dalla concorrenza sleale delle multinazionali che fanno profitti nel nostro Paese e poi versano le imposte ai paradisi fiscali. Dobbiamo affrontare di petto il tema delle diseguaglianze, prima di tutte quella tra Nord e Sud. Abbiamo una proposta: dieci anni di No Tax Area con l’obiettivo di dimezzare il gap occupazionale. Personalmente, mi appassiona il dibattito sul Green New Deal in Europa e negli Usa. Serve una rivoluzione verde, miliardi di investimenti".