Bruxelles, 14 dicembre 2018 - Si continua a trattare tra Roma e Bruxelles sulla manovra economica italiana, ma nonostante le aperture del premier Giuseppe Conte - che ha offerto di tagliare il deficit dal 2,4 al 2.04% - il commissario Ue Pierre Moscovici non è ancora soddisfatto. Comunque si lavora a un accordo, come ribadiscono i protagonisiti del negoziato. I vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini esprimono fiducia nel lavoro di Conte e ribadiscono che manterranno quanto promesso ai cittadini. Concetto ribadito anche dal presidente del consiglio. In serata il ministro dell'Economia Giovanni Tria è rientrato da Bruxelles: "Restano i tecnici, resta il mio staff, con cui resto sempre in contatto". Intanto la Banca d'Italia taglia le stime sul Pil del 2018.

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Questa mattina, prima del consiglio europeo, c'è stato un bilaterale tra il premier Giuseppe Conte e la cancelliera tedesca Angela Merkel nell'albergo di Bruxelles dove soggiornano entrambi. All'incontro ha partecipato anche il ministro degli Esteri Enzo Moavero. Com'è andata? "Bene, bene", risponde Conte ai cronisti dopo l'incontro, durato circa mezz'ora. Nel pomeriggio la cancelliera tedesca si è detta "fiduciosa che un accordo possa essere raggiunto" e dice che "il dialogo in corso è positivo, oggi Conte mi ha descritto approfonditamente il piano di riforme dell'Italia. Resto pienamente dalla parte della Commissione a cui spetta valutare".

"2,4% non era un totem"

Una giornata ricca di appuntamenti, a metà della quale Conte ha parlato in conferenza stampa, ribadendo la "trattativa a oltranza, anche nelle ore notturne": "Stiamo lavorando per poter compiere gli ultimi dettagli, per completare la nostra proposta". L'Italia - afferma - "non è con il cappello in mano, ha elaborato una manovra ben costruita". Salvini e Di Maio? "Non è stato affatto difficile convincere i vice premier perché fin dall'inizio abbiamo seguito un percorso razionale: impostare una manovra che contrastasse il rischio recessione e che fosse quindi anticiclica. Quindi abbiamo messo a punto le riforme per mantenere fede agli impegni presi con gli elettori per uno sviluppo sociale ed economico". I numeri? "Non ho mai anticipato cifre, ma ho detto che avremmo poi tracciato i numeri e da qui il rapporto deficit/Pil all'1,9% per il 2019. Servivano anche le stime tecniche e abbiamo avuto un numero finale che mi ha permesso di recuperare delle somme. Non abbiamo mai pensato a un 2,4% come indice contabile di sfida all'Ue o un totem, ma come un saldo che ci appariva secondo le prime stime come un mondo per rispettare l'impegno preso", ha aggiunto. Del resto il premier assicura che "quota cento e reddito cittadinanza non si toccano".

"Ci sono dei soldi che ci avanzano"

DI MAIO - Intanto in tv, a Mattino Cinque, Luigi Di Maio spiega la manovra: "Spenderemo un po' di meno ma solo perché ci sono dei soldi che ci avanzano, ne avevamo previsti in più di quelli che servivano", ha detto sottolineando che "le misure non cambiano, solo che dalle relazioni tecniche stiamo scoprendo che avevamo previsto più soldi" del necessario.

Quanto alle cifre, "questa è una manovra da circa 30-33 miliardi - sottolinea il vicepremier a 5 stelle - che mette risorse fresche nell'economia". Insomma, "avevano fatto una torta più grande rispetto a quanti erano gli invitati". Quindi "le pensioni minime saranno alzate, le pensioni invalidità saranno alzate, quota cento resta, il reddito di cittadinanza si farà".

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"Tagliamo pensioni sopra i 4mila euro"

E Di Maio sottolinea: "Non solo tagliamo circa il 40% sulle pensioni d'oro di quelli che non hanno versato i contributi sopra i 4 mila euro, ma non gli facciamo neanche l'adeguamento all'inflazione, così ci restituiscono anche soldi presi in questi anni ingiustamente".

I LAVORI AL SENATO - Intanto comincia in commissione Bilancio al Senato il cammino della manovra già approvata la scorsa settimana alla Camera. Sono stati depositati oltre 4 mila emendamenti, e da quanto si è appreso l'esame dovrebbe essere molto veloce, per consentire al Governo - prima che il provvedimento approdi in aula - di correggere i saldi e di adeguare i provvedimenti al nuovo quadro finanziario che risulterà dal confronto con la commissione Ue.

BANKITALIA - In giornata, fra l'altro, sono arrivati anche i numeri di Bankitalia, che nel suo report sulle proiezioni macroeconomiche per l'economia italiana di dicembre e relative al triennio 2018-2021. Via Nazionale taglia le stime di crescita del Pil per quest'anno allo 0,9% dall'1,2% precedente e valuta che si dovrebbe mantenere attorno all'1% annuo in tutto il triennio. Bankitalia dice anche che "gli effetti sull'attività economica delle misure espansive contenute nella manovra di bilancio sarebbero contrastati dai più elevati tassi di interesse fin qui registrati e attesi, che conterrebbero l'espansione della domanda interna". Il rapporto segnala però che "ritmi di crescita più elevati potrebbero essere conseguiti se gli spread sovrani tornassero verso i valori medi registrati nel secondo trimestre dell'anno".