Valdis Dombrovskis e Giovanni Tria (Ansa)
Valdis Dombrovskis e Giovanni Tria (Ansa)

Lussemburgo, 13 giugno 2019 - "Una manovra correttiva non è sul tavolo". E' questo il coro unanime all'interno dell'esecutivo di governo, anche se la Ue insiste che l'Italia necessita di una "correzione sostanziale" dei conti, come sostenuto dal vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, arrivando alla riunione dell'Eurogruppo a Lussemburgo. "Incontrerò il Ministro Tria" a margine dell'Eurogruppo "per vedere quali nuovi elementi potrà portare l'Italia e che servono aggiustamenti strutturali, siamo pronti a prendere in considerazione elementi che l'Italia potrebbe proporre", ha dichiarato l'ex premier lettone. Il caso Italia sarà trattato espressamente, anche se non fa parte dell'ordine del giorno formale della riunione, dedicata alla riforma dell'unione monetaria e in particolare al futuro 'bilancio' dell'Eurozona. Entrando in riunione Dombrovskis si è espresso anche sulla proposta dei minibot: "Non credo che siano un'idea pratica. Anche la Bce è stata molto chiara: o sono una valuta - e allora sono illegali - oppure creano nuovo debito". Anche la direttrice del FMI, Christine Lagarde si allinea: "Credo che tutti quei Paesi che hanno un alto debito, e l'Italia occupa una posizione piuttosto importante in questa categoria, hanno strumenti e politiche per affrontare la situazione attuale. In quanto membro dell'unione monetaria, insieme ai colleghi e alle istituzioni, l'Italia dovrebbe trovare il percorso di bilancio e il coraggio politico di attuare le riforme strutturali che libererebbero il genio italiano".

"INVESTIAMO SULLA CRESCITA" - Ma il vicepremier Di Maio è stato netto: "Nel governo è stato detto chiaramente che manovre correttive non se ne fanno. Metteremo in piedi una legge di bilancio realistica, senza sfondare nessun parametro e creare tensioni con l'Ue". Il leader dei pentastellati ha aggiunto: "Abbiamo l'obiettivo del salario minimo e dell'abbassamento del cuneo fiscale, che significa portare a 9 euro all'ora ogni stipendio eliminando stipendi da 3 euro all'ora. Saremo responsabili, al centro gli italiani e non i parametri Ue". E ancora: "Noi investiamo sulla crescita e per fine anno, nella legge di bilancio, metteremo a posto tutto quello che c'è da mettere a posto. Non vogliamo tensioni clamorose con l'Ue ma al centro dobbiamo mettere sempre gli italiani, non i numerini".

IL MINISTRO TRIA - Il ministro dell'economia Giovanni Tria è sulla stessa linea: "Non abbiamo bisogno di misure correttive, altrimenti le faremmo. I termini della situazione si conoscono, non è questione di misure, stiamo facendo un negoziato sugli obiettivi di deficit che noi abbiamo e dimostreremo che li raggiungeremo perchè ci mettono in posizione di sicurezza." A chi gli chiede cosa succederà da qui al 9 luglio, quando in linea di principio l'Ecofin dovrebbe pronunciarsi sull'avvio della procedura sul debito, il ministro risponde: "Succederà che cercheremo un accordo". Prima di entrare al meeting Tria ha smentito le presunte tensioni di ieri con il vicepremier leghista: "Salvini sarebbe uscito da Palazzo Chigi (nel corso della riunione di governo, ndr) perché arrabbiato con me, invece siamo usciti insieme e poi tranquillamente ci siamo incontrati alla Camera più tardi", per poi aggiungere: "Ero favorevole alla flat tax anche quando non ero ministro, non sono mai stato contrario, bisogna vedere come si fa, le compatibilità, quando si fa".