M5S: Conte e Di Maio (Ansa)
M5S: Conte e Di Maio (Ansa)

Roma, 8 aprile 2021 - Dopo 15 mesi, è arrivato il tempo di prendere “decisioni definitive”. L’Associazione Rousseau intima al M5s di versare 450 mila euro di ‘arretrato’ per i servizi resi, oppure le strade “inevitabilmente si divideranno”. La data della scissione stavolta è nero su bianco, apparsa sul Blog delle Stelle in un post dal titolo inequivocabile ( "È tempo di decisioni"): il 22 aprile 2021.

Rousseau “immagina“ già un percorso diverso rispetto al M5s guidato da Giuseppe Conte che ancora non ha sciolto molte delle riserve legate al futuro del partito e al suo ruolo di leader proprio in attesa, secondo molti, che la questione con Davide Casaleggio arrivasse ad una soluzione. Che ora sembra esserci, anche se appare uno strappo. La data non è casuale; il 22 aprile saranno infatti 15 mesi dalle dimissioni “dell’ultimo Capo politico eletto democraticamente dagli iscritti - si leggeva ieri nel post di Casaleggio - e che sollecitava, già allora, quello che oggi viene rilanciato per l’ennesima volta: la rifondazione del M5s.

Da quel giorno, il percorso del MoVimento è stato caratterizzato da decisioni continuamente rimandate (come il voto del Capo Politico previsto da Statuto), da decisioni prese e mai attuate (come quelle degli iscritti agli Stati Generali), da decisioni impedite (come quelle dei Probiviri di sanzionare i morosi), ma anche da decisioni negate (come il diniego di attivare un accordo con Rousseau).

Stizzita la risposta del M5s di governo: “Le polemiche interne sono un lusso che in questo momento non ci possiamo permettere“.

Avanti con il divorzio, dunque, mentre Conte sta cercando una sede a Roma per la nuova creatura politica e Casaleggio che è invece intento alla sua nuova partenza, con una settimana - la prossima - tutta dedicata a eventi in memoria del padre Gianroberto, un palcoscenico che dovrebbe rilanciarlo anche politicamente, con lo sguardo rivolto al centrodestra. D’altra parte, la trattativa con il Movimento è ormai logora, anche se l’obiettivo di Conte resta quello di riacquisire il totale controllo dell’intera compagine politica a partire dalla titolarità dei dati degli iscritti, che Rousseau non ha mai negato, ma che continua a tenere sotto chiave in attesa di un accordo. Se mai ci sarà, a questo punto.

Per ora i vertici romani non approfondiscono, racconta una fonte parlamentare, le diverse opportunità per sostituire la piattaforma digitale gestita dall’Associazione, ma dopo il divorzio da Rousseau qualcosa “dovremo pure avere - sottolineava ieri la stessa fonte - nel nome della democrazia diretta“. Conte va avanti, quindi, ma piano: potrebbe comunque riprendere i suoi colloqui on line sul futuro Movimento in attesa di un nuovo confronto con i parlarmentari (forse lunedì) che si annuncia acceso.