Roma, 13 febbraio 2018 - Luigi Di Maio promette di espellere dal Movimento 5 Stelle "le mele marce" coinvolte nel caso rimborsi farlocchi. E, per dimostrare la buona volontà, stamattina si è presentato negli uffici dell'Istituto di credito di Montecitorio insieme al suo staff e all'inviato Filippo Roma de 'Le iene', tra gli autori dell'inchiesta sul 'buco' (da 1 milione) nelle restituzioni volontarie dei parlamentari pentastellati. E' presumibile che il candidato premier abbia chiesto allo sportello bancario di fornirgli copia dei bonifici al Fondo per il microcredito del Ministero dello Sviluppo sul quale i pentastellati devolvono parte del loro stipendio. 

"Questa vicenda sarà un boomerang per tutti i partiti che ci stanno attaccando perché ora per i cittadini è chiaro che noi abbiamo restituito 23 milioni di euro mentre gli altri si sono intascati fino all'ultimo centesimo. Il tempo di concludere le verifiche e per chi ha fatto il furbo non ci sarà più posto nel Movimento. Per noi le regole sono sacre e questa è una garanzia per gli italiani", ha detto Luigi Di Maio parlando al comitato elettorale. In serata parla Beppe Grillo sul suo blog: "In fondo abbiamo donato 23 invece di 24 - scrive, in un post sul suo blog -. Ma dovete capire che queste dieci, dodici persone, chi sono non lo so, hanno una malattia che si chiama Sindrome Compulsiva di Donazione Retroattiva ed io la conosco bene questa sindrome perché colpisce anche molti genovesi. Ci siamo rimasti male, voglio dire, anche io ci sono rimasto male, tanti attivisti ci sono rimasti male, vorrebbero andare sotto casa di questi e far casino, lasciate stare". 

I PRIMI NOMI - Ed ecco i primi nomi di chi non è in regola pubblicati sul blog del Movimento. "Stiamo procedendo con i controlli per mettere fuori dalla porta quelli che non hanno donato tutto quello che avrebbero dovuto. Ad ora sono emerse irregolarità da parte di queste persone: Andrea Cecconi, Carlo Martelli, Maurizio Buccarella, Ivan Della Valle, Emanuele Cozzolino", scrive il M5S. "A ognuno di questi è stato chiesto di provvedere immediatamente a versare quanto dovuto. Domani pubblicheremo ulteriori dati", si legge.

E mentre il senatore Maurizio Buccarella si è autosospeso ("Ho commesso una leggerezza sui bonifici"), Danilo Toninelli pubblica su Facebook i suoi certificati. "Questa è la verifica contabile del mio consulente del lavoro. Come era ovvio, le cifre da me bonificate al fondo per il microcredito sono regolari e corrette al centesimo. Chiunque abbia osato od oserà abbinare il mio nome a presunte irregolarità nella donazione della metà del mio stipendio, verrà querelato", scrive il deputato. "Il MoVimento 5 Stelle è l'unica forza politica che dona volontariamente ai cittadini quanto le spetta secondo la legge, e sono fiero di farne parte! Non esiste al mondo un altro soggetto politico che abbia donato oltre 20 milioni di euro permettendo a centinaia di piccole imprese italiane di poter nascere", aggiunge. 

LEZZI SI DIFENDE - Citata da Le Iene, anche la senatrice Barbara Lezzi spiega su Facebook: "Dalle verifiche che ho svolto in banca, risulta un unico bonifico non andato a buon fine. In quei giorni del gennaio 2014 ho effettuato diversi versamenti di cui ho le ricevute, tutti allo sportello, (anche successivamente non sono stati mai eseguiti on line) e l'unica cosa che mi riconosco è la negligenza del non avere seguito l'esito delle operazioni. Esito che per un bonifico è negativo presumibilmente per carenza di fondi". La deputata del Movimento 5 stelle posta anche le foto della ricevuta del bonifico "che risulta rifiutato e la copia del versamento al fondo che ho provveduto ad eseguire questa mattina, appena venuta a conoscenza di questa discrepanza". "Ho restituito 132.741,20 euro, ho contribuito insieme ai miei colleghi all'apertura di 7000 nuove imprese - conclude Lezzi - Questo è un fatto concreto che si evince dai controlli che ho effettuato. La mia buonafede mi rende tranquilla". 

BORRELLI LASCIA IL MOVIMENTO A BRUXELLES - Intanto l'eurodeputato David Borrelli lascia il Movimento, ed entra nel gruppo dei non iscritti del Parlamento europeo. "Questa mattina l'eurodeputato David Borrelli ha ufficializzato il suo ingresso nel gruppo dei non iscritti. Borrelli ha comunicato alla delegazione italiana del Movimento 5 Stelle che la sua è stata una scelta sofferta ma obbligata da motivi di salute. Prendiamo atto che Borrelli non fa più parte del Movimento 5 Stelle", riferisce in una nota Laura Agea, capo delegazione M5S al Parlamento europeo.

Borrelli dal 2014 al gennaio 2017 è stato copresidente assieme a Nigel Farage del gruppo parlamentare Europa della Libertà e della Democrazia Diretta al Parlamento europeo. Nel 2017 ha negoziato l'adesione degli eurodeputati del Movimento cinque stelle al gruppo parlamentare liberale Alde, ma l'operazione non è riuscita. Inoltre, Borrelli è uno dei tre soci dell'associazione Rousseau, insieme a Davide Casaleggio e Max Bugani.

DELLA VALLE, COZZOLINO - In serata annuncia il suo addio al Movimento anche Ivan Della Valle. "Ho sbagliato e ho deluso tutti: colleghi, amici, collaboratori, gli attivisti che mi hanno sempre sostenuto. Non mi soffermo sui problemi finanziari e personali che mi hanno portato a tutto questo, non sono scusanti", scrive sulla sua bacheca Facebook dove saluta gli attivisti: "Questo sarà il mio ultimo post come rappresentante del M5s". Della Valle, essendo al secondo mandato, non era ricandidato con il M5s. Si dice pronto a "un passo indietro" Emanuele Cozzolino, se gli verrà chiesto dal Movimento. Il deputato annuncia inoltre di voler a breve pubblicare "un report con tutte le ricevute dei versamenti" effettuati ed ammette: "A fronte di problemi personali, ho mancato di versare circa 13.000 euro".

PIZZAROTTI ATTACCA - Intanto chi non risparmia critiche e giudizi pesanti al Movimento è l'ex Federico Pizzarotti. "Promettono lotta all'evasione e poi non riescono a controllare i rendiconti di cento parlamentari", dice il sindaco di Parma fuoriuscito (o, come dice lui, "accompagnato alla porta") intervenendo alla trasmissione radiofonica Circo Massimo. "Che ci fosse poco controllo nei rimborsi era noto spesso le rendicontazioni sono state usate in maniera strumentale. Quello che trovo grave è che siano proprio i 'caporali', quelli più visibili in tv, ad aver falsificato le rendicontazioni", prosegue nell'affondo. 

"Il Movimento è già morto da tempo, ora tante persone lo chiamano 'il partito di Di Maio'. Quando è scomparso Casaleggio ha perso la persona che dava la linea, il programma e la visione. Grillo si è allontanato da tempo, per stanchezza. Il M5s è diventato un'altra cosa. Anche le persone sono diverse", aggiunge Pizzarotti che riconoscendo tuttavia a Di Maio la stoffa del leader.  "Ha scalato un movimento che non era scalabile. Ma fare il premier è un'altra cosa, forse servirebbe maturare un'esperienza di tipo gestionale in altri ambiti", conclude.