Giovanni Favia, ex consigliere regionale pentastellato in Emilia-Romagna e poi fuoriuscito dal Movimento, che cosa ha pensato quando è arrivata dalla Spagna la notizia del presunto finanziamento da 3 milioni e mezzo di euro dal Venezuela nei confronti del M5s? "Se fosse vera, e mi auguro che non lo sia e che sia tutta una montatura, sarebbe una notizia di una gravità assoluta. Mi ha indignato profondamente sentirla. E mi si è anche accesa una lampadina" Si riferisce alla mail che voi consiglieri regionali M5s avreste ricevuto nel 2010, come...

Giovanni Favia, ex consigliere regionale pentastellato in Emilia-Romagna e poi fuoriuscito dal Movimento, che cosa ha pensato quando è arrivata dalla Spagna la notizia del presunto finanziamento da 3 milioni e mezzo di euro dal Venezuela nei confronti del M5s?

"Se fosse vera, e mi auguro che non lo sia e che sia tutta una montatura, sarebbe una notizia di una gravità assoluta. Mi ha indignato profondamente sentirla. E mi si è anche accesa una lampadina"

Si riferisce alla mail che voi consiglieri regionali M5s avreste ricevuto nel 2010, come raccontato su Facebook dal vostro ex collaboratore Marco Vagnozzi?

"Non so se altre persone abbiano ricevuto quella mail o altri contatti. Io però l’ho ricevuta"

E che cosa c’era scritto?

"Poco dopo la mia elezione, nel 2010, fui contattato via mail da dei diplomatici venezuelani che mi invitarono in ambasciata. Si dicevano nella mail interessati a conoscere e a prendere contatto con il movimento. Non mi era mai successo di essere avvicinato da una potenza straniera. "

Non le è sembrato strano che scrivessero a lei? E perché volevano conoscere il movimento?

"All’epoca rimasi spiazzato e stupito. Ero un esponente di spicco all’epoca, certo, ma ero anche soltanto un consigliere regionale. Anche se Casaleggio non era ancora così famoso e io invece ero esposto, feci interviste anche con giornali stranieri. Col senno di poi quel contatto mi sembra credibile, noi al tempo eravamo rivoluzionari"

Ma ricevuta la mail che fece?

"Ritenni di comunicare subito la cosa a Gianroberto Casaleggio e diedi i contatti ai diplomatici venezuelani".

Quindi lei rispose alla mail.

"Certo, parlai a nome mio, il movimento veniva gestito da Casaleggio e li dirottai su di lui. C’è stata questa coincidenza: nel 2010, l’anno in cui si svolgerebbe il presunto scoop raccontato dal quotidiano spagnolo Abc, io fui contattato da quei diplomatici. Poi, chiaro, per carità, tutto questo questo non significa nulla, non c’è nessun collegamento con quel presunto passaggio di soldi. Ma fu davvero insolito"

Casaleggio che cosa le disse all’epoca?

"Assolutamente nulla, era uomo di poche parole".

Il M5s ha smentito seccamente e ha parlato di enorme bufala, ribadendo di aver rinunciato a milioni e milioni pubblici.

"Una litania che fa sorridere. Loro non hanno diritto ai rimborsi elettorali. Gli unici che hanno rinunciato sono stati i primi consiglieri regionali. Io ho rinunciato, non la Casaleggio associati. Dire di aver rinunciato ai soldi non può essere una risposta per fugare dubbi. Semmai si dimostrino eventuali innocenze in altri modi, non citando un’onestà che non esiste. Ci sono molte zone d’ombra sul tema dei soldi del M5s. Anche sugli stipendi: Grillo e Casaleggio non volevano quella rinuncia, il primo a proporla fui io".