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31 dic 2018

M5S, espulsi De Falco, De Bonis, Valli e Moi

Di Maio: "Nessuno è indispensabile". E al Tg2: "No ipotesi rimpasto. Di Battista? Al mio fiancoe". De Falco: "Sono e rimango dentro il M5s". De Bonis: "Forse mi dimetto"

31 dic 2018
Luigi Di Maio e Gregorio De Falco, durante la presentazione dei candidati del M5s nei collegi uninominali, Roma, 29 gennaio 2018.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Luigi Di Maio con Gregorio De Falco (Ansa)
Luigi Di Maio e Gregorio De Falco, durante la presentazione dei candidati del M5s nei collegi uninominali, Roma, 29 gennaio 2018.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Luigi Di Maio con Gregorio De Falco (Ansa)

Roma, 31 dicembre 2018 - Il Collegio dei Probiviri del Movimento 5 Stelle ha espulso i senatori Gregorio De Falco e Saverio De Bonis per "reiterate violazioni dello statuto". E' quanto si legge sul blog delle stelle. Per i due senatori, da tempo al centro del braccio di ferro con i vertici del Movimento, ha pesato il voto contrario del primo al Dl sicurezza, votazione in cui De Bonis si era invece astenuto. De Falco, invece si è astenuto nell'Aula del Senato al voto di fiducia sulla Manovra, e inoltre aveva criticato la scelta del governo gialloverde di non firmare il global compact sui migranti. Espulsi anche gli eurodeputati Marco Valli e Giulia Moi . Nessuna sanzione per i senatori 5 stelle Matteo Mantero e Virginia La Mura , per i quali "i procedimenti disciplinari sono stati archiviati". Mentre nei confronti di Elena Fattori e Paola Nugnes "i procedimenti disciplinari sono ancora pendenti".

DI MAIO, L'AFFONDO - "Tutti sono importanti, nessuno è indispensabile". Così  Luigi Di Maio , su Twitter, dopo che "oggi i probiviri si sono espressi con provvedimenti - annota - duri e giusti". E ammonisce: "Chi non sostiene il Contratto di governo è fuori dal Movimento. Il rispetto degli elettori viene prima di tutto". Il capo politico M5S ricorda a tutti che "quando i candidati del Movimento 5 Stelle entrano nelle liste accettano alcune regole, poche e chiare, che sono vincolanti per la loro candidatura". "Tutti gli eletti del Movimento in Parlamento - prosegue il vicepremier M5s - hanno quindi firmato e accettato anche la regola presente nel Codice Etico per cui i nostri parlamentari sono tenuti sempre a votare la fiducia ad un governo in cui il Movimento è parte della maggioranza. Nel Codice c'è infatti scritto che i portavoce eletti si impegnano 'a votare la fiducia, ogni qualvolta ciò si renda necessario, ai governi presieduti da un presidente del consiglio dei ministri espressione del MoVimento 5 Stelle'".

DE FALCO: INCOSTITUZIONALE - "Non me l'aspettavo, si tratta di un provvedimento abnorme e incostituzionale", dice all'AdnKronos Gregorio De Falco. "Speravo - spiega - che restasse vivo uno spazio democratico nel Movimento, che per suo statuto deve essere ispirato al metodo democratico". "Si tratta di un provvedimento abnorme e incostituzionale - argomenta l'ufficiale della capitaneria di porto - perché incide sulla libertà di opinione e voto del parlamentare, tutelata da quella Costituzione che proprio il M5S ha difeso nel 2016 dal tentativo di manomissione del Pd di Renzi". E conclude: "Con questa decisione si dimostra che nel M5S mentre si discute di saltare la regola del doppio mandato dall'altra parte ci si irrigidisce pensando che un parlamentare debba votare a favore della manovra senza nemmeno leggerla".

E parlando con l'Ansa contrattacca: "L'espulsione è un segno di enorme debolezza e di scarsa cultura democratica ", contrattacca De Falco, assicurando: "Tuttavia io mi sento ancora perfettamente in linea con le idee del Movimento, non sono io ad avere cambiato linea". 
Quanto al futuro, all'Agi dice di più:  "Io sono e rimango dentro il Movimento ". E alla domanda: 'Andrà nel gruppo Misto di Palazzo Madama? risponde: "Non so cosa farò, non sono pratico di queste cose. Non so cosa dovrò fare, se mi faranno cambiare posto, ma io sono e rimango dentro il Movimento ". "Certo non me l'aspettavo", ribadisce. E sui tempi dell'espulsione, l'ultimo giorno del 2018, si limita a dire: "Questa è una questione estetica che lascia il tempo che trova...".

DE BONIS: MI DIMETTO - "Sono profondamente dispiaciuto da quanto accaduto. Sono stato espulso per vicende legate a fatti che risalgono a 12 anni fa, pur avendo prodotto all'atto dell'accettazione della candidatura i miei certificati penali che risultavano puliti!", scrive il senatore Saverio De Bonis facendo probabilmente riferimento a due reati prescritti in due procedimenti giudiziari degli anni scorsi. Continuerò sempre ad essere fedele alle idee originarie del M5S. Sto meditando di dimettermi dal ruolo di senatore".

DI MAIO AL TG2 - Nell'ultimo giorno del 2018 anche un'intervista al Tg2 per il vicepremier M5S, che nega ipotesi di rimpasto di governo . "In questi 6 mesi e mezzo di governo - dice - non abbiamo mai parlato di poltrone ma abbiamo sempre parlato di cittadini e di quello che dovevamo fare". E su Alessandro di Battista , alla domanda se il collega di partito sia un suo potenziale avversario o un compagno di lotta, dice: "Siamo sempre stati amici di questa grande esperienza e di questa grande battaglia. E spero, da gennaio, di poter essere al suo fianco nella campagna per le Europee. Non vedo l'ora di rivederlo in questi giorni".

Il vicepremier afferma che un confronto duro con l' Unione europea sulla manovra è stato "necessario perché l'obiettivo era portare a casa più risultati possibili per i cittadini. È stata una trattativa che ci consente di mettere più soldi sull'università e nella ricerca, sui servizi sociali per i cittadini e di abbassare le tasse alle partite Iva e alle imprese". Di Maio si dice "molto soddisfatto" perché la manovra "ci permette dal primo gennaio di tagliare le pensioni d'oro, di iniziare a risarcire i truffati delle banche, di dare un reddito e un posto di lavoro a giovani e meno giovani che l'hanno perso, di aumentare le pensioni minime a 780 euro e di mandare in pensione con Quota 100 chi è stato truffato dalla legge Fornero". "Credo - conclude - sia un ottimo buon inizio c'è ancora tanto fare ma siamo molto soddisfatti".

Di Maio ha poi twittato: "La regola dei due mandati non è mai stata messa in discussione e non si tocca. Né quest'anno, né il prossimo, né mai. Questo è certo come l'alternanza delle stagioni e come il fatto che certi giornalisti, come oggi, continueranno a mentire scrivendo il contrario".

IL VICE PREMIER DELLA LEGA - Matteo Salvini parlerà questa sera, con un messaggio di auguri che arriverà in diretta. Per la fine del 2018 e l'inizio del nuovo anno, a quanto si apprende, il vicepremier e ministro dell'Interno, si collegherà in streaming su Facebook dalla località di montagna dove passerà il Capodanno. Un collegamento previsto subito dopo il consueto intervento a reti unificate del capo dello Stato, Sergio Mattarella, in programma per le 20.30. Massimo riserbo sul contenuto del 'messaggio' di Salvini, che potrebbe non limitarsi al solo brindisi per il nuovo anno.

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