L'ex premier Giuseppe Conte (Ansa)
L'ex premier Giuseppe Conte (Ansa)

Roma, 5 maggio 2021 - C’è un lato serio e uno più divertente nella decisione del Tribunale di Cagliari che ha respinto il ricorso del sedicente reggente Cinquestelle Vito Crimi, a proposito di un precedente ricorso presentato a suo tempo da una consigliera regionale 5S prima espulsa e poi reintegrata. Al di là dei tecnicismi di una vicenda molto intricata i giudici hanno deciso che Crimi non può definirsi rappresentante legale del movimento, a questo punto in mano a un curatore scelto dal Tribunale stesso. Un avvocato di Cagliari. La decisione ingarbuglia e non poco l’ascesa del nuovo capo Giuseppe Conte e getta il Movimento 5 Stelle nel più completo marasma. 

Il lato divertente è lo scenario beffardo di un grande avvocato civilista, Giuseppe Conte, che resta impigliato in una infinita causa legale dalla quale non sa emergere, e di un Movimento che finisce paralizzato dai cavilli giuridici sollevati da qualche azzeccagarbugli di provincia che gli ha intentato una causa sfruttando proprio le ambiguità del famoso "non-statuto" grillino, pensato quando i Cinquestelle volevano far la guerra ai partiti tradizionali e alle loro consuete forme di rappresentanza. Chi non ama i grillini potrebbe poi chiosare che vederli in difficoltà per mano dei giudici è un qualcosa che, come dice la pubblicità, non ha prezzo. Un’ulteriore forma di contrappasso.

Il lato più serio è il destino di una forza politica che non avrà più la forza di tre anni fa quando alle politiche prese il 33 per cento, ma che tuttora i sondaggi assestano a un 17/18 per cento. Non poco, considerando quanto i grillini si sono dati da fare a più livelli per scialacquare il proprio consenso. Il punto è adesso capire che cosa ne sarà della leadership di Giuseppe Conte, da mesi data per in procinto di cominciare e di fatto mai iniziata. Lo stop del Tribunale di Cagliari non ne faciliterà l’ascesa, e non è detto che l’opinione pubblica continui a essere così indulgente nell’attesa dell'eterno Godot. In politica come nella vita natura abhorret a vacuo, e quando c’è un vuoto prima o poi qualcuno lo riempie.