Giuseppe Conte e Beppe Grillo (Ansa)
Giuseppe Conte e Beppe Grillo (Ansa)

Roma, 25 giugno 2021 - Ore decisive per il Movimento 5 StelleGiuseppe Conte starebbe meditando seriamente l'addio dopo le parole del co-fondatore Giuseppe Grillo. L'ex premier sceglie di non esporsi e cancella gli appuntamenti pubblici che aveva in programma per oggi. Salta la sua partecipazione al webinar previsto nel pomeriggio con il ministro Luigi Di Maio e annulla l'intervista a Sky prevista in serata.

Intanto, è in corso, a quanto si apprende, un vertice via Zoom tra i membri M5S del governo. Partecipano ministri, viceministri e sottosegretari. Mentre dopo un faccia a faccia di oltre due ore, il ministro Stefano Patuanelli, la vicepresidente del Senato Paola Taverna e il capogruppo M5S a Palazzo Madama Ettore Licheri hanno lasciato l'abitazione dell'ex premier, senza rilasciare dichiarazioni.

Il silenzio di Conte

L'ex premier quindi non replica subito a Grillo ma, secondo i rumours della mattinata, nei prossimi giorni potrebbe indire una conferenza stampa, spiegando le sue scelte e le sue ragioni dopo l'affondo di ieri. Per l'ex premier, racconta chi ha potuto parlargli in queste ore, l'idea di una "diarchia", di un Movimento a "due teste" sarebbe inaccettabile. Per questo l'addio appare a un passo, perché Grillo ha parlato chiaro e fatto comprendere che non vuole fare alcun passo di lato.

Di Maio: "Lavoriamo per unire" 

"Mai come adesso serve compattezza all'interno del Movimento. Dialoghiamo con il massimo impegno e lavoriamo per unire": questo, secondo quanto si apprende, è il ragionamento fatto dal ministro Luigi Di Maio ai suoi in queste ore. 

Nelle chat: "Siamo al game over?"

La situazione incerta ha agitato le chat dei grillini dove inizia a circolare la sensazione di essere vicini alla fine: "Siamo al game over?". Anche in ambienti vicini al fondatore del M5s c'è la consapevolezza che una rottura porterebbe a una emorragia di parlamentari. Già in molti, indipendentemente dalla leadership, erano a un passo dall'addio: una ventina di eletti, prevalentemente deputati, convinti di non avere un futuro nel Movimento. Se il muro tra Grillo e Conte non dovesse venire giù, nei gruppi parlamentari il rischio di un 'liberi tutti' diverrebbe quasi una certezza.

Casaleggio e i principi del Movimento

Intanto Davide Casaleggio commenta la situazione  Sono "diverse visioni del Movimento. Poi della trattativa tra Grillo e Conte non conosco i dettagli, per cui non so a che punto siano arrivati", dice il presidente dell'associazione Rousseau intervenendo a Radio Capital sottolineando come "il Movimento si stia trasformando in qualcosa di diverso in questo ultimo anno". "Fino ad un anno fa i principi erano ben chiari - spiega il figlio di Gianroberto Casaleggio - oggi meno e per questo ne ho preso le distanze. Le idee di Conte sul M5s non mi sono ancora chiare e non capisco perché questo fantomatico Statuto sia stato tenuto segreto in questi mesi. Ma non è con uno Statuto che si fa un movimento. Mi sembra più un'organizzazione sul modello dei partiti del Novecento più che un movimento". "Cosa resterà? Sicuramente il simbolo, i principi fin qui sono scritti nello Statuto e nel codice etico ma mi sa che vogliono riscrivere pure quelli - ha proseguito Casaleggio alla radio - Nell'ultimo anno troppe deroghe e violazioni ai principi e alle regole costitutive, che sono stati il motivo per cui sono state attratte tante persone, per questo se i principi vengono meno le persone si disaffezionano".

Il vincolo dei due mandati, cruciale nel dibattito interno al M5s, "è uno dei tre principi che avevamo proposto nel V-Day, ancora prima della nascita del Movimento - ha aggiunto Casaleggio -: due mandati e poi a casa, semplicemente per far partecipare i cittadini alla politica. Grillo mi sembra che anche ieri abbia ribadito il suo punto di vista sui due mandati, crede fortemente che sia alla base della parte fondativa del M5s".