Luigi Di Maio (Ansa)
Luigi Di Maio (Ansa)

Roma, 20 maggio 2019 - Signor ministro Di Maio, è passato un anno dall’inizio del governo M5S-Lega: fra pochi giorni gli italiani vi giudicheranno anche su quello che avete fatto. Pensate di avere realizzato tutto quello che vi aspettavate di poter fare in un anno? Oppure è mancato qualcosa?
"Guardi, sicuramente c’è tanto da fare ancora. E non possiamo fermarci. Però mi lasci dire che in un anno di governo abbiamo già mantenuto molte delle promesse che avevamo fatto agli italiani. Questo per me è fondamentale, e sa perché? In passato gli altri governi hanno sempre promesso tanto ma poi concretizzato poco o quasi niente. Bene, per la prima volta c’è un governo, formato da due forze politiche differenti ma unite da un contratto, che mantiene le promesse fatte agli italiani. Penso al reddito di cittadinanza, a quota 100. Ci dicevano che era impossibile e invece abbiamo smentito tutti. Mi lasci ricordare anche la legge sull’anticorruzione e quella sul voto di scambio politico-mafioso che inasprisce le pene".

Il vostro ‘cavallo di battaglia’, se mi passa il termine, era il reddito di cittadinanza. Molti vi contestavano di regalare soldi a pioggia, soprattutto al Sud. In realtà le adesioni sono state finora molto meno di quello che si pensava. È così? Quello che è stato fatto è solo un primo passo? Ci saranno integrazioni – voglio dire un ampliamento della platea dei beneficiari – al reddito di cittadinanza?
"Sfatiamo il falso mito che le richieste sono state poche. A due mesi dall’avvio siamo all’80% della platea potenziale. Con oltre un milione e centomila nuclei familiari che hanno presentato la domanda. Per la prima volta in Italia l’avvio di una misura di così grande portata non ha generato caos o file. E sono molto felice, le cose stanno funzionando. Il 20% di domande in meno è fisiologico, ce lo aspettavamo. I risparmi confluiranno in un fondo per la famiglia".

Lei ha sempre detto che il M5S è oltre la sinistra e la destra. E non c’è dubbio che fra chi vi ha votato ci siano elettori ex di destra ed ex di sinistra. Non pensa che molti ex di sinistra siano rimasti delusi dall’alleanza con la Lega? Non teme di aver perso quei voti?
"Non è una questione di destra e sinistra, è una questione di risolvere indistintamente le problematiche dei cittadini. Noi stiamo lavorando per questo, per tutti i cittadini. È evidente a tutti che con la Lega la pensiamo in maniera diversa su alcuni temi, penso ad esempio al congresso di Verona sul tema delle donne. Qui il punto però è un altro: abbiamo scritto un contratto di governo con dei punti centrali. Nel contratto ci sono provvedimenti che servono ai cittadini. Ad esempio stiamo tagliando gli sprechi della politica: abbiamo già eliminato i vitalizi. Adesso stiamo per tagliare 345 poltrone in Parlamento con la nostra legge già approvata in prima lettura. In questo modo risparmieremo 500 milioni a legislatura". 

Veniamo all’Europa. Che cosa vi distingue dalla Lega sul futuro dell’Europa, e sulla nostra adesione? Sul dovere di rispettare certi parametri economici e di bilancio?
"Mi faccia fare una premessa. Noi vogliamo rimanere in Europa per migliorarla. Questo passaggio è molto importante. Vedo strane alleanze con partiti europei che chiudono i propri confini e altri che sono stati i promotori dell’austerity. Per noi questo è inconcepibile, perché la questione migranti si rivolge attraverso la redistribuzione. Tutti gli Stati membri dell’Ue devono farsi carico dei migranti che arrivano in Italia, perché arrivare in Italia significa arrivare in Europa". 

In questi ultimi giorni lei ha insistito molto sugli aiuti alle famiglie. È un tema tradizionale del centrodestra. Porterà avanti la sua proposta di decreto comunque vadano queste elezioni?
"Certamente. Come le dicevo, io voglio prendere il miliardo che avanza dal reddito di cittadinanza e fare un decreto per aiutate le famiglie. Su questo tema mi aspetto anche la massima collaborazione da parte della Lega. Le coperture ci sono, adesso bisogna agire in maniera tempestiva".

Non posso non farle una domanda sui rapporti tesi con la Lega, peggiorati negli ultimi giorni, direi. Più volte l’alleanza è sembrata sul punto di saltare. Davvero crede che dopo il 26 maggio questo matrimonio si possa ancora salvare?
"Noi vogliamo andare avanti con questo governo. Anzi le dico chiaramente che per quanto mi riguarda questo governo andrà avanti per altri quattro anni. Su questo non ci sono dubbi. È fondamentale abbassare i toni e concentrarsi sulle cose da fare. Sono tante e vanno fatte insieme, in maniera responsabile".

Molti auspicano una nuova alleanza, fra voi e il Pd. Ci sono ‘spinte’ in questo senso al vostro interno, all’interno del Pd, nel mondo giornalistico. È uno scenario possibile per il futuro, o si sente di escluderlo?
"Per carità. Il Pd di Zingaretti è la fotocopia di quello di Renzi. È un partito rinato stanco che ha fatto proposte assurde: aumentare gli stipendi dei parlamentari, reintrodurre i vitalizi che noi abbiamo tagliato e ripristinare il finanziamento pubblico ai partiti. È rimasto il partito renziano, il partito che cerca la sponda di Cirino Pomicino".

Sabato Salvini ha fatto un evento a Milano, c’era anche la Le Pen. Come commenta questa alleanza?
"Mi auguro che abbia chiesto ai suoi alleati sovranisti di farsi carico dei migranti che arrivano nel nostro Paese, visto che fanno i sovranisti con le frontiere dell’Italia".

Oggi incontrerà Salvini al Consiglio dei ministri? 
"Sarebbe utile fare un punto con lui per mettere ordine a tutto e portare presto in aula salario minimo, decreto famiglia, flat tax, autonomia e legge per il taglio dei parlamentari".