Lorella Cuccarini
Lorella Cuccarini

Milano, 17 gennaio 2019 - Matteo Salvini non balla  più da solo. Tant’è che a volteggiare sulle note sovraniste arriva addirittura la più amata dagli italiani: Lorella Cuccarini. A differenza del sempre più sanremese Claudio Baglioni, la ballerina, in un’intervista a Oggi, si è infatti schierata ‘senza se e senza ma’ con il governo gialloverde e, soprattutto, con Matteo Salvini.

"Bloccare l’immigrazione è di destra? No, è sacrosanto", ha detto la showgirl. Parole che sono piaciute talmente tanto al vicepremier e leader leghista che, nel tempo di un plié, le ha postate con un  tweet fissato  sul suo seguitissimo profilo. "Sono convinto che quelle di Lorella Cuccarini siano parole  di buonsenso in cui si riconosce la grande maggioranza degli italiani". Troppo per non scatenare la reazione di Heather Parisi che ha aggiunto alla storica rivalità artistica quella politica. Il tweet della ballerina italo-americana più che un cinguettio è una bordata contro la collega: “Ci sono, in ordine rigorosamente di importanza, ballerine d’étoile, ballerine soliste e ballerine di fila e, da oggi, anche ballerine sovraniste. O forse no, solo sovraniste".

Sui social è scoppiata la battaglia. E tra gli argomenti di tendenza (trending topic) la lite tra le due ballerine, sovranista e non, è andata avanti per tutta la giornata. Come le critiche e i like alle parole della Cuccarini. Che, oltre al tema immigrazione, ha rilasciato un’intervista politicamente scorretta. Ha criticato il Papa ("Sarebbe bello si esprimesse anche su altre situazioni, oltre che sui migranti") e, soprattutto, ha attaccato le quote rosa. Un tema, quello femminile, che ha scatenato l’ira di donne (e non solo) sul web. “Mai stata femminista. Le donne la credibilità devono guadagnarsela sul campo. Altrove e in politica, servono una determinazione e una ‘cattiveria’ che impongono anche di rinunciare ad alcune caratteristiche femminile. Dobbiamo accettare il fatto che uomini e donne sono diversi... se ci sono più uomini ai vertici è perché sono più predisposti».