Roma, 12 novembre 2018 - Il presidente della Repubblica Mattarella scende in campo, ancora una volta, a difesa della libertà di stampa dopo i recenti attacchi di Di Maio e Di Battista, che hanno definito i giornalisti il primo "infimi sciacalli" e il secondo "pennivendoli puttane" riferendosi a come è stata trattata la vicenda giudiziaria di Virginia Raggi conclusasi con l'assoluzione della sindaca. "Ha un grande valore la libertà di stampa, perché - anche leggendo cose che non si condividono, anche se si ritengono sbagliate - consente e aiuta a riflettere", ha detto Mattarella rispondendo alle domande di alcuni studenti delle scuole secondarie di primo grado che ha ricevuto al Quirinale. "Al mattino come prima cosa leggo i giornali: le notizie e i commenti, quelli che condivido e quelli che non condivido, e forse questi secondi per me sono ancora più importanti. Perché è importante conoscere il parere degli altri, le loro valutazioni. Quelli che condivido sono interessanti, naturalmente, e mi stanno a cuore; ma quelli che non condivido sono per me uno strumento su cui riflettere" ha ribadito ancora il Capo dello Stato. 

FICO - "C'è la Costituzione, la libertà di stampa è tutelata e sarà tutelata fino alla fine, sottolinea il presidente della Camera Roberto Fico, che però aggiunge: "Negli ultimi trenta anni tuttavia è mancata una cultura generale dell'indipendenza ed è un tema che va affrontato perché la stampa influenza la politica e i politici influenzano i giornalisti".

"Questa mancanza - ha detto Fico - diventa una priorità. Lo abbiamo visto anche con il conflitto d'interessi. Leggi che non si sono mai fatte perché nel Paese manca una cultura forte dell'indipendenza ed è una cosa che si deve affrontare. Diventa una priorità del Parlamento". «Abbiamo bisogno come Paese - ha aggiunto Fico dicendo di voler affrontare la questione da un punto di vista generale più che nello specifico - di uscire fuori dallo scontro costante da parte di tutti. Bisogna riuscire ad avere un altro tipo di dialogo, e questo vale per tutti gli attori coinvolti. È vero che ci sono delle problematiche, che c'è un'influenza dei giornalisti sulla politica e dei politici sul giornalismo. È un'era che si deve chiudere provando a trovare le strade migliori, parlando di temi e di politica". "Alle parole del vicepremier - ha proseguito Fico rivolgendosi ai cronisti - mi sembra che abbiate già risposto a tono, ma il punto non è questo. Nello specifico ci vuole un pensiero totalmente riformulato, anche rispetto alla stampa, all'atteggiamento che tutti devono tenere". 

"Tutti - ha precisato rispondendo a chi gli ha chiesto se si riferisse anche a Di Maio - prima e dopo, anche la stampa, anche il governo e il Parlamento. Nella comunicazione pubblica si parla sempre meno di temi e più di vertici, piramidi, scontri. Si cerca sempre più di attaccare una struttura, di smontare una struttura, di comprendere come funziona la struttura, piuttosto che di temi. Io sento invece l'esigenza di parlare più dei temi, con toni anche accesi ma normali. È una cosa che spesso non avviene, ed è per colpa di tutti".

CASELLATI - "Il giornalismo parlamentare ha rappresentato nella nostra storia nazionale un pilastro della democrazia liberale", ha detto il presidente del Senato Elisabetta Casellati.

FLASH MOB IN TUTTA ITALIA - "Giù le mani dell'informazione" è lo slogan del flash mob dei giornalisti promosso dalla Fnsi in diverse piazze d'Italia. Domani i giornalisti saranno in piazza "per difendere la libertà di stampa - dice una nota della Fnsi - e contrastare la deriva di un linguaggio della politica fatto di insulti e minacce a chi ogni giorno svolge il proprio dovere di informare i cittadini. Attacchi a una categoria di professionisti, ma soprattutto all'articolo 21 della Costituzione e ai valori fondamentali della democrazia, che mettono a rischio il diritto ad essere informati". I flash mob, organizzati con le associazioni regionali di stampa, si terranno dalle 12 alle 13 nelle piazze dei capoluoghi di regione per dire "Basta attacchi ai giornalisti" e "Giù le mani dell'informazione". 

A Roma l'appuntamento è in piazza dei Santi Apostoli. A Milano in via Vivaio, angolo corso Monforte. Ad Ancona in piazza del Plebiscito. A Bari in piazza Libertà. A Bologna in via IV novembre. A Bolzano in piazza del Grano. A Cagliari in piazza Palazzo. A Campobasso in piazza Municipio. A Firenze in via Cavour. A Genova, dalle 17.30 alle 18.30, in largo Lanfranco. A Napoli in piazza del Plebiscito. A Palermo in piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo. A Perugia in piazza Italia. A Pescara in piazza Italia. A Potenza in via Mazzini. A Reggio Calabria in piazza Italia. A Torino in piazza Castello, sotto i portici della prefettura. A Trieste in piazza Unità d'Italia. A Venezia davanti la sede del Tribunale, in piazzale Roma.