1 mag 2022

Giorgia Meloni, Crosetto: "L'ho vista ragazza, ora comanda lei. Ma non è cambiata"

L'ex parlamentare, amico e consigliere della leader: "Dice ciò che pensa e non insegue il potere"

ettore maria colombo
Politica
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Giorgia Meloni con Guido Crosetto, 58 anni, a Roma nel dicembre di dieci anni fa

Li chiamano il gigante e la bambina, Guido Crosetto (una tradizione cattolico democratica e poi azzurra) e Giorgia Meloni (che viene dal Msi e poi da An). Sono una coppia politica rodata e che si dice tutto da anni. Di Crosetto, che si è dimesso da parlamentare e ricopre il ruolo di presidente dell’Aiad (società aerospazio e difesa), si racconta che, da privato cittadino, sia il suo consigliere più franco e fidato. Lei lo ha proposto come candidato di bandiera alle elezioni per il Capo dello Stato e lui ha preso una messe di voti perché, in Parlamento, gli vogliono bene in via trasversale.

In cosa, sul piano umano e politico, trova Meloni cresciuta e in cosa è rimasta lei stessa?

"È cresciuta in tutto, nella capacità di attenzione e comprensione dei temi economici e dei ceti produttivi del Paese, ma anche nella consapevolezza del suo ruolo e delle Istituzioni. È rimasta se stessa nel distacco dal Potere e nell’obiettività di giudizio. Giorgia non è mai inficiata, nelle sue valutazioni, da interessi personali. Pensi a cosa ha detto nella relazione su guerra, armi, Nato, Europa. Sono cose che poteva evitare perché magari non piacciono a pezzi del suo elettorato o di opinione pubblica. Giorgia non cerca mai il consenso per il consenso".

Ce la vede la Meloni prima donna premier?

"È stato premier Conte, non può esserlo Giorgia? Fuor di scherzo, ha tutte le caratteristiche e le capacità che servono per guidare il nostro Paese".

Dicono che lei sia l’unico con licenza di litigio…

"Dico sempre quello che penso, anche perché parlo da amico e dall’esterno e non mi faccio problemi, ma anche altri lo fanno".

Quale era lo scopo della tre giorni di Fd’I?

"Far tornare la Politica con la P maiuscola, in un luogo dove si discutono idee, programmi, di quello che non ci piace e che vogliamo cambiare. Un luogo di approfondimento, pensiero, proposta, elaborazione. Una politica pensata e “pesante“. Grazie a Fd’I 4600 persone, tutte qualificate, si sono raccolte: nasce una bozza di programma, base utile per il futuro centrodestra di governo".

Ma Fd’I non rischia uno splendido isolamento?

"Giorgia ha detto che la tre giorni è l’inizio di un percorso che deve andare oltre Fd’I. Quanto ha costruito è a disposizione di chi vuole venire con lei, da altre esperienze, e degli alleati. Come ha detto bene, “non ci siamo mai mossi da dove ci avete lasciati e siamo rimasti ad aspettarvi“. La coerenza è il suo “limite“ in una politica pronta a tutto pur di mantenere il potere".

I rapporti tra Meloni e Salvini sono pessimi…

"I rapporti politici si costruiscono sui programmi, ma ci sono anche i rapporti umani. Ci vuole un contatto tra i due, va ricostruito un clima di fiducia. E servono incontri abituali tra tutti i leader del centrodestra".

Fd’I è davvero una cosa diversa da Msi e da An?

"Fd’I è, ormai da anni, il partito e la casa dei conservatori europei. Una scelta voluta da Meloni che decise di non andare, in Ue, con Salvini e Le Pen".

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