Enrico Letta, segretario del Pd, vota alle Primarie di Roma (Ansa)
Enrico Letta, segretario del Pd, vota alle Primarie di Roma (Ansa)
"La scommessa è vinta. Le primarie a Roma e Bologna sono un successo di popolo e, pur in epoca Covid, hanno affluenza come pre-Covid. Il successo di Lepore e Gualtieri dimostra che abbiamo avuto ragione a non aver paura a farle perché il popolo di centrosinistra è con noi". Letta canta vittoria come se fosse Mancini che festeggia l’1 a 0 della Nazionale e telefona personalmente ai due sindaci "designati". La soddisfazione del Nazareno è piena, rotonda, effervescente. Un po’ come la vittoria dell’Italia contro il Galles: striminzita ma utile. La risposta del ‘popolo’ del centrosinistra, alle primarie, c’è, è buona, nonostante due temibili avversari (il caldo torrido e gli Azzurri in campo). Inoltre, i due candidati di Letta (Lepore e Gualtieri)...

"La scommessa è vinta. Le primarie a Roma e Bologna sono un successo di popolo e, pur in epoca Covid, hanno affluenza come pre-Covid. Il successo di Lepore e Gualtieri dimostra che abbiamo avuto ragione a non aver paura a farle perché il popolo di centrosinistra è con noi". Letta canta vittoria come se fosse Mancini che festeggia l’1 a 0 della Nazionale e telefona personalmente ai due sindaci "designati". La soddisfazione del Nazareno è piena, rotonda, effervescente. Un po’ come la vittoria dell’Italia contro il Galles: striminzita ma utile.

La risposta del ‘popolo’ del centrosinistra, alle primarie, c’è, è buona, nonostante due temibili avversari (il caldo torrido e gli Azzurri in campo). Inoltre, i due candidati di Letta (Lepore e Gualtieri) hanno vinto entrambi e pure assai bene: Lepore con il 60% sul 40% della Conti e Gualtieri con un buono, pur se non eccezionale 61% (contro il 14,3% del secondo, Giovanni Caudo, via gli altri nanetti). La scommessa era di "fare meglio di Torino" (appena 11 mila votanti due domeniche fa) e non è stato difficile vincerla.

Peggio di Torino era, oggettivamente, impossibile fare, non foss’altro che per la grandezza di Roma (2,8 milioni di abitanti) e l’importanza della sfida a Bologna (388 mila abitanti). Ma anche il confronto con le primarie precedenti, per il Pd, è positivo: a Roma, sono 45mila oggi, poco sotto i 47mila votanti del 2016 quando le primarie le vinse Roberto Giachetti (che poi perse le elezioni con la Raggi). Un trionfo che però venne considerato "un flop", ai tempi perché erano stati ben 100mila i votanti nel 2013 quando vinse Ignazio Marino.

A Bologna, invece, nelle primarie vinte da Virginio Merola, nel 2011 con il 51%, furono 28 mila i votanti. Il risultato del voto di ieri, quasi 27mila sotto le Due Torri in una competizione al fulmicotone indica che il ‘partitone’ è andato a votare (per Lepore) mentre i moderati non sono andati (in questo caso per la Conti). Insomma, i risultati sono ‘in linea’ con il passato. Come, ovviamente, lo sono i vincitori con la linea e i desiderata del Nazareno: Lepore a Bologna, sostenuto con forza da Enrico Letta, anche perché la concorrente era la renziana Isabella Conti – non fosse che per questo osteggiata, al Nazareno – e Gualtieri a Roma.

Un candidato che Letta, invece, ha ‘subito’ (voleva e ha provato fino all’ultimo a ottenere Zingaretti), ma che era l’unico nome spendibile sul mercato romano. La sfida vera, però, per Gualtieri, sarà riuscire di arrivare al ballottaggio con la destra con competitor difficili e forti come Calenda e Raggi. Letta, per il ballottaggio, cui crede fermamente che Gualtieri arriverà, tiene una ‘carta coperta’: la promessa che Giuseppe Conte dovrebbe strappare a una Raggi che sarà di certo imbufalita, se resterà fuori dal secondo turno, di appoggiare Gualtieri. Un patto per il ballottaggio (anzi, per "i" ballottaggi: Letta lo crede possibile, l’obiettivo, anche a Torino) con i 5Stelle che però è anche un’arma a doppio taglio. La ‘clausola di non aggressione’, come tutti i patti, prevede anche che il Pd riversi i suoi voti sulla Raggi, se fosse lei a centrare il secondo turno.

A Bologna l’affluenza è in linea con le aspettative. La soglia psicologica individuata dal Pd alla vigilia per considerare riuscite queste primarie era di 20mila e viene raggiunta, anche se adesso rispetto alla volta scorsa si è svolta una competizione così serrata. E’ probabile che soprattutto gli elettori di Lepore si siano mobilitati di fronte al pericolo ‘bianco’, quello del campione renziano. La sua vittoria schiude le porte all’alleanza con il Movimento 5 Stelle, che non ha partecipato alle primarie, ma è pronto a sostenerlo nella corsa a sindaco sin dal primo turno, come pure le Sardine. Il Partitone, a Bologna, ha fatto il suo.