Legge elettorale, bagarre in Aula a Montecitorio
Legge elettorale, bagarre in Aula a Montecitorio

Roma, 8 giugno 2017 - La verità sul voto della legge elettorale sul tabellone della Camera. Pochi secondi per svelare chi ha fatto saltare il patto a 4 sul cosiddetto modello tedesco. Il voto a scrutinio segreto su un emendamento, a causa di un "disguido", un "problema tecnico", come si è affrettata a dire la presidente Laura Boldrini, si è palesato sul tabellone elettronico. Nell'emiciclo si sono accese le luci verdi, rosse e bianche che indicano come hanno votato i diversi deputati, al contrario di quanto sarebbe dovuto succedere visto che si trattava di votazione segreta. Mentre in Aula scoppia subito la bagarre, il relatore della riforma, il Pd Emanuele Fiano fa in tempo a scattare la foto: è la prova, dice, che svela chi sono i "franchi tiratori". "I #cinquestelle fanno fallire la #LeggeElettorale. Per pochi secondi il voto è stato palese, loro hanno votato a favore questa è la prova", si affretta a scivere su Twitter con tanto di scatto del tabellone illuminato.

Di avviso opposto il Movimento 5 Stelle, che aveva annunciato sin da subito il voto favorevole. L'emendamento in questione riguarda la proposta di modifica sul sistema elettorale in Trentino Alto Adige presentata da Micaela Biancofiore sul quale il relatore di maggioranza Emanule Fiano e i gruppi che sostengono l'accordo avevano espresso parere contrario e che invece è stato approvata dalla maggioranza. Ma oltre ai numeri dei grillini, non tornano anche 59 voti che dovrebbero provenire dagli altri partiti. Dopo il "giallo" del tabellone illuminato, l'emendamento è stato rimesso in votazione, questa volta segreta anche sul tabellone, ma il 'patto a 4' è andato sotto, così sono iniziate a volare le accuse reciproche. "In aula sono mancati i voti del Pd, non i nostri che, coerentemente, avevamo annunciato il voto favorevole a una norma per estendere il nuovo sistema elettorale a tutto il territorio nazionale - dice Giulia Grillo -. È ancora più evidente alla luce dell'errore tecnico che ha reso palese una votazione che era segreta: prima i voti contrari erano maggioranza, poi sono diventati minoranza. Qualcuno, nel mentre, ha cambiato idea. E non è stato il MoVimento 5 Stelle".

I NUMERI - I numeri non tornano dunque. II patto dei partiti sul cosiddetto modello tedesco avrebbe dovuto avere 397 voti mettendo nel conteggio anche quelli di Svp oltre che di Pd, FI, M5S e Lega. A questi vanno tolti gli 82 dei pentastellati presenti, che avevano annunciato in anticipo il voto a favore dell'emendamento in questione. I voti contro, dunque, sarebbero dovuti essere 315, mentre sono stati 256. Mancano quindi, alla conta, 59 voti che dovrebbero provenire dagli altri partiti. E che secondo indiscrezioni, potrebbero essere riconducibili al Pd.