La foto del tabellone scattata da Fiano
La foto del tabellone scattata da Fiano

Roma, 8 giugno 2017 - Brusco stop per la nuova legge elettorale che ora rischia seriamente di saltare. Il patto Pd, M5s, Fi e Lega, come qualcuno aveva già ipotizzato ieri,  non regge al primo voto segreto. L'aula della Camera ha infatti approvato l'emendamento Biancofiore (Fi) . I sì sono stati 270, i no 256, un astenuto. Vincono, quindi, i franchi tiratori.  Sono stati 59, in tutto, quelli che hanno affossato il patto a 4. Nel pomeriggio l'Aula, approvando una richiesta del Pd, ha rinviato il testo in Commissione. E al Quirinale c'è "preoccupazione" per la situazione venutasi a creare tra le forze politiche rispetto al dialogo avviato su una legge elettorale condivisa.

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IL CAOS - C'è stata bagarre in Aula questa mattina, alimentata dal fatto che, al momento del voto sull'emendamento Biancofiore, sul tabellone elettronico dell'emiciclo si sono accese le luci verdi, rosse e bianche che indicano come si sono espressi i diversi deputati. Così non sarebbe dovuto accadere, dal momento che la votazione era segreta. "Un problema tecnico", spiega la presidente della Camera Laura Boldrini.  L'emendamento è stato quindi rimesso in votazione, e questa volta nessuna luce si è accesa, ma l'esito ha scatenato il caos. Emanuele Fiano (Pd) , relatore alla legge elettorale, pubblica la foto del tabellone pubblica su Twitter la foto del tabellone attacca: "E' la prova che i 5 Stelle fanno fallire la legge elettorale". Ma i grillini non ci stanno: "Pd affossa la legge, sono miserabili", scrivono in una nota i deputati 5 Stelle.

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PD - Il Pd va all'attacco.  "I 5 Stelle oggi hanno dimostrato che la loro parola non vale nulla", dice il capogruppo Ettore Rosato che chiede la sospensione della seduta. "Inaccettabile sfilarsi all'ultimo", rincara il vicesegretario dem e ministro per le Politiche Agricole, Maurizio Martina. "La 'parola' e gli impegni pubblici di questi cialtroni valgono zero", scrive su Facebook il deputato Pd, Emiliano Minnucci. 'Tombale la dichiarazione di Lorenzo Guerini, coordinatore della segreteria dem.  "La legge elettorale è morta, i 5 Stelle la hanno ammazzata".  Il portavoce Matteo Ricchetti, al termine della segreteria, già fissata in precedenza, ha ribadito "l'inaffidabilità patologica" del Movimento 5 Stelle. "Ora affrontiamo le amministrative e la prossima settimana decideremo che cosa fare", ha aggiunto. 

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5 STELLE - Routtura totale dei 5 Stelle. "Ora si vada a votare e basta - commenta il vicepresidente della Camera Luigi di Maio dopo il rinvio in commissione del testo -. Noi abbiamo accolto tutti gli appelli del Capo dello Stato, ma adesso basta, si deve andare a votare al più presto possibile". E aggiunge: "Questa legislatura finisce oggi", aggiunge. "Era cominciata con 100 franchi tiratori che avevano affossato Prodi" nella corsa al Quirinale e finisce oggi sempre con 100 franchi tiratori Pd che affossano la legge elettorale.

Da questa mattina i grillini, che avevano annunciato il loro voto favorevole all'emendamento Biancofiore, ribadiscono la loro lealtà al patto e accusano il Pd di averlo affossato. Sull'ipotesi di un eventuale decreto, i 5 Stelle non hanno dubbi: "Su una materia elettorale, oltre che incostituzionale, sarebbe un atto eversivo", dice il grillino Danilo Toninelli. Ed ecco il video che sul blog e sui social ha postato Beppe Grillo:

FORZA ITALIA - Renato Brunetta rivendica la "lealtà" di Forza Italia sul patto.  "Dolorosamente ho dato indicazione di voto contrario all'emendamento di una nostra deputata, ma abbiamo fatto la scelta della coerenza e del valore aggiunto di una legge pienamente condivisa", dice il capogruppo di FI che chiede "la sospensione dei lavori per vedere se ci sono le condizioni per proseguire o meno". 

LEGA - "Non esiste più una maggioranza in grado di approvare una legge elettorale", dice il deputato della Lega Nord Giancarlo Giorgetti, parlando con i cronisti. A chi gli chiede poi se sia possibile trovare nelle prossime ore un accordo su una nuova proposta, l'esponente del Carroccio dice "Non ci crediamo più". Per questo la Lega chiede a Gentiloni di dimettersi e di fare un decreto per poi tornare quanto prima alle urne. 

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BERSANI - Da Bologna si fa sentire anche l'ex segretario Pd, ora Mdp, Pier Luigi Bersani. "Non si azzardino a fare un decreto e a mettere la fiducia, perché siamo in un sistema democratico e parlamentare: non possono stoppare un parlamento che sta votando e fare un decreto su una legge elettorale. Siccome sento dire questa cosa, se la tolgano dalla testa".
E precisa: "La smettano di avere un accordo per andare a votare in estate, perché è quella l'origine di tutti i guai. C'è tempo per fare una legge decorosa anche se non è quella che piace a me. Non capisco perché si deve tornare in commissione: si vada avanti senza la fregola di dire andiamo a votare il 24 settembre, perché è questo che ha minato il ragionamento".

TENSIONE IN AULA - Tensione in Aula a Montecitorio, prima del voto, nei confronti dei franchi tiratori. In particolare, i parlamentari dei 4 gruppi che hanno siglato il patto sulla legge elettorale (FI, Pd, M5S, Lega), si sentono chiamati in causa e a volte additati come 'traditori'. I 5 Stelle non ci stanno a passare per voltafaccia che si nascondono dietro il voto segreto e allora hanno deciso di adottare la strategia della foto che immortala il momento del voto elettronico in Aula.

L'EMENDAMENTO BIANCOFIORE - L'emendamento a firma Micaela Biancofiore (Fi) - che ora si dice "orgogliosa del Parlamento - elimina i collegi maggioritaria che la legge elettorale manteneva in Trentino Alto Adige, introducendo nella Regione a Statuto speciale il riparto proporzionale dei collegi, come il 'Fianum' fa per il resto del territorio nazionale.

GRASSO - Il patto sulla legge elettorale è caduto? il presidente del Senato Pietro Grasso risponde: "Questo non lo sappiamo ancora, lo vedremo dal lavoro in commissione". E aggiunge: "Sono fiducioso, sono sicuro che la riflessione aiuta sempre". Sul voto segreto divenuto palese, Grasso ha detto: "Nessun giallo, è stato un problema tecnico che si poteva risolvere annullando la votazione e rifacendola".