Venerdì 14 Giugno 2024
ANTONELLA COPPARI
Politica

Le toghe sulle barricate: "Modifiche solo punitive". Meloni: nessuna vendetta

La rabbia dell’Anm: la politica vuole metterci sotto controllo, così danneggia i cittadini. Replica il Guardasigilli: "Accettiamo le critiche, ma la sovranità popolare va rispettata".

Le toghe sulle barricate: "Modifiche solo punitive". Meloni: nessuna vendetta

Le toghe sulle barricate: "Modifiche solo punitive". Meloni: nessuna vendetta

È una riforma di cui si parla da almeno tre decenni, ma in questo momento per Giorgia Meloni è solo materia di campagna elettorale: "Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge costituzionale per avere finalmente una giustizia più equa ed efficiente. È una riforma epocale". Proprio per non lasciare troppo spazio a Forza Italia ha deciso di vararla subito, rischiando nella foga l’incidente con il Quirinale. Il presidente della Repubblica, infatti, aveva già preso male la fuga di notizie sull’incontro con il guardasigilli Carlo Nordio e il sottosegretario Alfredo Mantovano alla vigilia del Cdm che avrebbe dovuto restare riservato, come usa in questi casi. Il "rammarico" espresso dallo stesso Mantovano per lo scivolone non è bastato a sollevare l’umore del capo dello Stato reso più cupo dalla lettura sul principale quotidiano della destra di quell’interpretazione che avrebbe voluto evitare: "Sì del Quirinale, cambia la giustizia", il titolo in prima pagina del Giornale. E pensare che l’inquilino del Colle aveva detto chiaramente che il suo ruolo è solo vagliare la correttezza delle procedure.

Guai a contrabbandare il semaforo verde formale per condivisione sostanziale. Nemmeno la segnalazione di alcune perplessità sul diverso trattamento ipotizzato per la scelta dei componenti del Csm, che il governo ha corretto prima del Cdm prevedendo il sorteggio per tutti, può dar adito a quella lettura.

È proprio perché al momento il suo orizzonte non va oltre il voto europeo diventato all’improvviso più pericoloso del previsto, Giorgia glissa sulla sostanza della riforma sia nel messaggio video sui social con cui ne saluta il battesimo, sia nella videointervista in serata: "Abbiamo rispettato un altro impegno con gli italiani. Ora le forze della conservazione si muoveranno contro di noi, ma non abbiamo paura". Gridano vittoria gli azzurri nel nome del fondatore: "Si corona il sogno di Silvio Berlusconi", esulta Antonio Tajani. E non è da meno Matteo Salvini: "Avere delle responsabilità per i magistrati è un modello di serietà".

Le toghe non sono dello stesso parere e non è una sorpresa. La separazione delle carriere l’hanno sempre considerata una specie di affronto, così scendono sul sentiero di guerra. L’Associazione nazionale dei magistrati annuncia una "mobilitazione importante" dopo una riunione convocata d’urgenza. Tra le iniziative in cantiere non è escluso lo sciopero che potrebbe essere deciso durante il Comitato direttivo centrale del 15 giugno. "La logica di fondo di questo ddl e l’istituzione dell’Alta corte si rintraccia in una volontà punitiva nei confronti della magistratura ordinaria, responsabile per l’esercizio indipendente delle sue funzioni di controllo di legalità – attacca la giunta esecutiva dell’Anm – Vogliono metterci sotto controllo, danneggiando prima di tutto i cittadini". Replica Giorgia Meloni: "È una riforma di buon senso, non punitiva. Di che cosa dovrei vendicarmi? Io non considero la magistratura un nemico, e chiedo a chi ha fatto questa dichiarazione se pensa che il governo sia un nemico". In serata, sui social, Meloni cita Falcone invitando i critici a rileggerne le parole: il pm non deve non deve essere una specie di paragiudice. Netto pure Nordio: "Accettiamo le critiche, ma l’Anm accetti la sovranità popolare".

Il grosso dell’opposizione, insomma il campo largo virtuale composto da Pd, M5s e Avs si unisce al coro delle toghe: "Si completa il grande scambio tra le riforme all’interno della maggioranza che si abbatte sulle nostre istituzioni", tuona il capo dei senatori Pd, Francesco Boccia. Gli fa eco Giuseppe Conte: "È scandaloso che la maggioranza voglia mettere la mordacchia ai giudici", mentre Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni parlano di "colpo all’autonomia e all’indipendenza della magistratura". Basta e avanza per capire quanto illusoria sia la speranza espressa dal sottosegretario Mantovano di evitare su questa riforma lo stesso scontro frontale che si sta consumando sul premierato. Nemmeno l’appoggio di Italia viva e Azione basterà a garantire i due terzi necessari per evitare la consultazione. Celebrare, però, due referendum costituzionali a stretto giro potrebbe essere controproducente sia per lo stress per l’elettorato sia per la sinergia che potrebbe giocare contro il governo. Ma nulla impedisce che il referendum possa slittare alla prossima legislatura.