No al taglio dei parlamentari, sì all’alleanza Pd-5 Stelle nelle Regioni. Le Sardine tornano ad alzare la voce, dopo mesi in cui – causa Covid – hanno dovuto nuotare "fuori dal nostro elemento naturale, le piazze", precluse dal distanziamento sociale. A parlare è Jasmine Cristallo, calabrese, uno dei volti più in vista del movimento nato a Bologna, con una piazza Maggiore strapiena, a novembre scorso. Cristallo, perché avete deciso di votare no al referendum? "Non potevamo tacere. Il taglio dei parlamentari è il frutto della narrazione anticasta che sta alla base del M5s. Sono mesi che ci documentiamo, anche col supporto di costituzionalisti: una vittoria del Sì...

No al taglio dei parlamentari, sì all’alleanza Pd-5 Stelle nelle Regioni. Le Sardine tornano ad alzare la voce, dopo mesi in cui – causa Covid – hanno dovuto nuotare "fuori dal nostro elemento naturale, le piazze", precluse dal distanziamento sociale. A parlare è Jasmine Cristallo, calabrese, uno dei volti più in vista del movimento nato a Bologna, con una piazza Maggiore strapiena, a novembre scorso.

Cristallo, perché avete deciso di votare no al referendum?

"Non potevamo tacere. Il taglio dei parlamentari è il frutto della narrazione anticasta che sta alla base del M5s. Sono mesi che ci documentiamo, anche col supporto di costituzionalisti: una vittoria del Sì riduce la rappresentanza democratica, soprattutto quella delle regioni più piccole. E non c’è nulla che garantisca che una maggiore selezione aumenterebbe la qualità degli eletti. Serve solo a innescare processi di tipo oligarchico. Si sarebbe risparmiato di più tagliando stipendi e privilegi".

Il M5s voterà sì, il Pd è diviso, ma la maggioranza propende per tagliare le poltrone. Gran parte del vostro seguito proviene da quei due partiti. Non avete paura di deluderlo?

"Questo referendum è populista e antipolitico, noi invece siamo per la politica. È farina del sacco di Luigi Di Maio, che, pur non essendo più leader politico dei 5 Stelle, continua a cavalcare questi argomenti. Esalta il taglio delle poltrone, ma mi sembra molto attaccato alla sua. Per quanto riguarda il Pd, in questo momento è sotto ricatto, pena la tenuta del governo".

Il voto di Rousseau ha decretato anche l’inizio di un’alleanza strutturale tra Pd e M5s alle regionali. È la strada da seguire?

"Ci siamo rallegrati dell’alleanza in Liguria, sarebbe bene farla anche nelle altre Regioni dove si vota. Siamo sempre stati a favore dell’unità delle forze non sovraniste: dà una prospettiva politica".

Vi hanno invitato alla Festa nazionale dell’Unità. Siete sempre più vicini ai dem, non si nasconda...

"No, guardi, io il Pd non l’ho mai votato. Non sono né iscritta né militante. Detto ciò, nel Pd ci sono personalità più affini a noi nel modo di sentire, e dunque ci piace poter dialogare con loro. Ma sappiamo anche criticare: ad esempio quando il Pd ha approvato il finanziamento alla Guardia costiera libica. Diciamo che portiamo avanti le nostre istanze e speriamo che si ricordino di fare qualcosa di sinistra".

Nel 2016 le Sardine non c’erano, ma vi siete chiesti se avreste detto No anche al referendum di Renzi? La Costituzione è qualcosa di intoccabile?

"La costituzione è sacra. Che è diverso da intoccabile. Significa che, per poter accedervi, bisogna usare rigore e decenza, perché la Carta è il risultato dello sforzo di madri e padri costituenti. Da questo punto di vista, però, il referendum è un banco di prova per Di Maio quanto lo era quattro anni fa per Renzi"

Che futuro per le Sardine?

"In questi mesi difficili segnati dalla pandemia abbiamo dovuto rinunciare al nostro habitat naturale, le piazze, per il distanziamento sociale imposto. Abbiamo vite normali, amiamo ma non viviamo di politica: c’è chi è stato in cassa integrazione, chi ha perso il lavoro, chi era in prima linea nei reparti Covid. Durante il lockdown abbiamo fatto raccolte fondi e iniziative sociali. Con la riapertura siamo partiti in tour nelle regioni che vanno al voto, tranne la Campania. Le Sardine non sono tornate: non se ne sono mai andate".