Le candidature alle Europee. Dem appesi alle scelte di Elly. Il dubbio: capolista ovunque? Zingaretti punta a guidare il Pse

Tutto ruota intorno alla corsa della segretaria Pd che ha già incassato i no di Saviano e Annunziata. I malumori delle donne del partito. E nell’entourage della leader c’è chi pensa che sia meglio sfilarsi

Le candidature alle Europee. Dem appesi alle scelte di Elly. Il dubbio: capolista ovunque?. Zingaretti punta a guidare il Pse

Le candidature alle Europee. Dem appesi alle scelte di Elly. Il dubbio: capolista ovunque?. Zingaretti punta a guidare il Pse

Roma, 7 gennaio 2024 – Sarà anche "l’ultima questione", come dice la diretta interessata dichiarando di lavorare "per liste aperte alla società civile". Ma in realtà dalla candidatura della segretaria del Pd Elly Schlein alle Europee dipendono anche tutte le altre, a cominciare dalle teste di lista. Dove la parte del leone la dovrebbero fare gli amministratori, da Dario Nardella ad Antonio Decaro. Se non altro perché i nomi forti e noti corteggiati dalla segretaria, Lucia Annunziata e Roberto Saviano in primis, hanno già declinato l’offerta. Stante poi l’obbligo di alternanza di genere nelle preferenze, l’eventuale partecipazione di Schlein finirebbe a scapito delle altre donne. Che infatti rumoreggiano.

Tutto nel Pd ruota dunque intorno alla candidatura della segretaria. Che intanto ottiene il lasciapassare del presidente e leader della minoranza dei Stefano Bonaccini, cui Schlein aveva chiesto la disponibilità a guidare le liste ma che potrebbe trovarsi a farle da alfiere. "La valutazione spetta anzitutto a lei", dice al QN il governatore dell’Emilia-Romagna. Esprimendo comunque perplessità sulla possibilità che la leader possa impegnarsi in tutte le cinque circoscrizioni, visto che lei per prima afferma di non volersi sola al comando. E a questo intende far appiglio la minoranza per sventare l’ipotesi.

Perché nell’entourage della segretaria c’è invece chi vagheggia la possibilità di accettare la sfida di Meloni in tutto lo stivale, pensando di avvalersi della "polarizzazione". Salvo che "alle Europee si vota col proporzionale e le preferenze", fanno presente dalla minoranza. E, in una partita già a perdere, giocare a metà campo rischia di diventar "suicida". Cosicché, dopo i fervori iniziali, qualcuno comincia a pensare che "sottrarsi" alla tentazione possa esser la scelta migliore per disinnescare Meloni. Non è prassi che i capi di governo europei si candidino per poi dimettersi, come dovrebbe fare anche Schlein: che perciò avrebbe tutte le carte in regola per sfilarsi. E a quel punto la premier non potrebbe entrare in gioco solo per mortificare gli alleati.

Salvo che ci ha già pensato Giuseppe Conte, intenzionato ad affidare la guida delle liste 5 Stelle all’ex presidente Inps Pasquale Tridico. Anche se tradizionalmente il Movimento non brilla nelle consultazioni europee, è pur sempre con l’ex premier che la segretaria dem si gioca la sfida per la leadership del centrosinistra. Prova ne sia il gioco di sponda con Meloni, e solo con Meloni, sull’agognato confronto tv. Che però, stante il voto proposizionale, non si vede perché debba escludere gli altri partiti.

Venendo alle candidature, al netto della segretaria i giochi sarebbero praticamente fatti per la prossima delegazione a Strasburgo. Come indipendenti potrebbero accettare l’offerta di Schlein lo scrittore Maurizio De Giovanni e la matematica e autrice Chiara Valerio. Anche se la guerra di preferenze sarà dura. Con Bonaccini, nel nord-est corrono per la riconferma Elisabetta Gualmini e Alessandra Moretti, cui si aggiungerebbe Alessandro Zan. Nel nord-ovest si è offerta a guidare la lista Chiara Gribaudo, con il capogruppo uscente Brando Benifei in lizza per la conferma e il sindaco di Bergamo Giorgio Gori molto quotato.

A coprire il trascurato fronte salariato potrebbe servire Sergio Cofferati, che comunque guarda alle regionali liguri del 2025. Nel centro c’è Nicola Zingaretti a far il dominus delle preferenze con l’obiettivo di guidare il gruppo del Pse, visto che tocca al Pd. Dietro di lui, il sindaco di Firenze Dario Nardella che, forte dell’appoggio di Franceschini, avrebbe dissuaso quello di Pesaro, Matteo Ricci. Al sud è balenata l’ipotesi di impegnare il nome De Luca attraverso Piero, deputato figlio del governatore e coordinatore della corrente di Bonaccini, oltre alla riconferma di Pina Picierno. Ma per la guida delle liste è in pole il sindaco di Bari Antonio Decaro. Mentre nelle Isole la cosa più saggia potrebbe essere affidarsi al medico di Lampedusa ed eurodeputato uscente, Pietro Bartolo. Ma non sempre la saggezza è dei dem.