Roma, 19 ottobre 2021 -  "Dalla ministra nessun accenno di autocritica e scarico di responsabilità su chi sta sotto di lei. È un errore grave da non commettere. Si prenda le sue responsabilità, se non ha capito cosa stava succedendo è grave, se l'ha capito è ancora più grave". Così Matteo Salvini, rispondendo in Senato all'informativa della ministra dell'Interno Luciana Lamorgese sui disordini del corteo No Green pass del 9 ottobre a Roma, conclusosi nell'assalto alla sede della Cgil. 

Il leader della Lega attacca la ministra e ipotizza una sua responsabilità per non aver impedito l'assalto alla sede della Cgil e l'uso degli idranti da parte della polizia contro i manifestanti. "Faccia sentire la sua vicinanza a chi lavora con lei, a fianco", incalza il senatore leghista. "Ma è normale - prosegue - fare una manifestazione alla vigilia del voto, poi idranti a urne aperte, ma neanche in Cile, in Venezuela. A parti invertite, voi della sinistra, avreste mandato i caschi blu dell'Onu, basta ipocrisia. Lei faccia il ministro, sinora non ce ne siamo accorti".

Stamane, durante l'informativa alla Camera, Lamorgese aveva spiegato che "Non c'è nessuna strategia della tensione dietro agli scontri di Roma tra No Green pass e forze dell'ordine". Quanto accaduto nella Capitale, ha sottolineato, è andato "oltre ogni ragionevole previsione". La titolare del Viminale ha parlato anche di rischio di infiltrazioni da parte di "frange eversive" nella protesta. "Forza Nuova - ha aggiunto - era in piazza per accrescere il proprio consenso". Sui disordini a Trieste, invece, Lamorgese li ha definiti come una conseguenza dello sciopero non autorizzato dei portuali. 

L'intervento di Lamorgese alla Camera

Lamorgese alla Camera ha parlato dei numeri della manifestazione romana: "L'iniziativa di Roma ha visto come noto una partecipazione eterogenea di gruppi sia della destra radicale che della sinistra antagonista e anche di semplici cittadini. Un numero tra le 10 e 12mila persone".

Decine di migliaia che secondo la ministra erano oltre le previsioni stimate dagli stessi organizzatori della protesta: "Ci si è interrogati sulla sottovalutazione dell'evento anche a causa di difetti di comunicazione, ad esempio gli organizzatori della manifestazione nel dare preavviso avevano previsto circa mille persone", ha detto la ministra dell'Interno. "La forza pubblica ha messo a disposizione circa 840 unità effettive da ritenersi adeguate rispetto alle stime previsionali. Non sono mancati controlli ai caselli autostradali", ha sottolineato.

Sul clima di tensione del 9 ottobre, Lamorgese ha spiegato che è stato fomentato da diversi gruppi politici violenti, che finora avevano agito senza un'unica direzione: "È risultato evidente il rischio che la protesta e il malcontento sociale innescati dagli effetti depressivi della pandemia potessero essere oggetto di strumentali intrusioni di frange eversive di vario orientamento politico e ideologico, interessate a rilanciare progettualità conflittuali e istanze destabilizzanti anche canalizzando forme spontanee e trasversali di ribellismo rimaste finora prive di una regia unica".

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"Fn cerca visibilità"

"In piazza a Roma il 9 ottobre c'erano circa 200 appartenenti a Forza Nuova, a conferma dell'acceso interesse da parte di questa formazione ad acquisire spazi di visibilità in grado di accrescerne il bacino di consenso", ha affermato il ministro dell'Interno alla Camera.

"Criticità nella gestione dell'ordine pubblico"

La ministra, poi, ha ammesso tuttavia delle "criticità" nella "gestione dell'ordine pubblico di quelle ore": "È palese che non si sia riusciti a contenere tutti i propositi criminali da cui era mossa la parte violenta dei manifestanti - ha dichiarato - specie quella istigata da elementi più politicizzati". E ha aggiunto che "Il deficit di sicurezza determinato dalla situazione che ha superato ogni ragionevole previsione non deve più ripetersi".

"No a strategia della tensione"

Sulla manifestazione no Green pass a Roma, Lamorgese ha respinto la lettura politica di strategie oscure sull'intervento delle forze dell'ordine: "Si tende ad accreditare la tesi di un disegno assecondato da comportamento delle forze dell'ordine, devo respingere fermamente questa lettura", perché "insinua il dubbio che le forze della polizia si prestino ad essere strumento di oscure finalità politiche".

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"È un'ingiusta accusa - denuncia la ministra che getta un'ombra inaccettabile sull'operato delle forze ordine". Sempre durante l'informativa la ministra ha negato la presenza di agenti infiltrati nella protesta: "Escludo anche questo inquietante retroscena. L'avanzata dei manifestanti verso la sede della Cgil è avvenuta in maniera impetuosa e disordinata".

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Assalto alla Cgil, "Il momento più drammatico"

L'assalto alla sede della Cgil è stato "Il momento più drammatico", il quale "ha turbato l'opinione pubblica per la violenza dell'azione distruttiva e lo sfregio alla democrazia. Un momento durato 8 angoscianti minuti, che ha avuto il suo apice tra le 17.32, quando i manifestanti irrompono nella sede sindacale, e le 17.35, quando le forze di polizia riprendono il controllo della situazione e liberano i locali", ha sottolineato il ministro dell'Interno.

La ministra ha sottolineato che l'iniziativa dell'incursione alla sede sindacale 'Non è stato il frutto estemporaneo dell'incitamento di Castellino", il leader romano di Forza nuova. È probabile, secondo Lamorgese, che la volontà di irrompere nella sede della Cgil fosse ''Emersa già prima, poiché oggetto di una esplicita richiesta di valutazione delle autorità di polizia che intanto avevano invitato i manifestanti ad attendere, anche al fine di indicare loro eventuali percorsi e siti alternativi".

Poi, Lamorgese ha ribadito: "Alle 16.45 senza che fosse stata accordata alcuna autorizzazione circa 3mila manifestanti hanno iniziato a muoversi in corteo verso piazzale Flaminio con l'intenzione di raggiungere piazzale del Brasile''. ''Informo che sono in corso indagini e verifiche dei filmati registrati dal sistema di videosorveglianza per individuare altri responsabili di condotte penalmente rilevanti in relazione ai fatti accaduti nella sede della Cgil'', ha fatto sapere infine la ministra dell'Interno.

"Ci attende un periodo impegnativo"

La titolare del Viminale ha fatto un bilancio delle manifestazioni contro le misure del Governo per il contenimento della pandemia: "Da febbraio 2020 al 18 ottobre scorso si sono tenute 5.569 manifestazioni di protesta, più della metà nel 2021: di queste 1.526 tra il 22 luglio e il 18 ottobre hanno riguardato specificamente le contestazioni al green pass". "Ma solo - ha sottolineato Lamorgese - il 3,4% di queste manifestazioni, ovvero 52, è sfociato in episodi di violenza". 

"Ci attende un periodo ancora molto impegnativo che per altro vedrà a fino ottobre lo svolgimento del G20", ha avvertito Lamorgese. "È da considerare prezioso l'apporto informativo volto a considerare ogni pericolo e indirizzare attività di mediazioni che hanno dimostrato l'efficacia nell'abbassare la tensione e decongestionare la piazza".

Trieste, analogie con Roma 

Lamorgese ha riferito anche dei fatti di Trieste: "Nonostante il richiamo del prefetto di Trieste alla palese illegittimità dello sciopero, è stato attivato un presidio al varco 4", impedendo lo scarico e carico merci a 700 mezzi pesanti". Quindi la decisione di sgomberare il varco del porto "È stata condivisa nel corso del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica" svoltosi domenica. "Nei momenti di maggiore tensione si è prefigurato il pericolo di degenerazione dell'ordine pubblico ed è stato necessario l'uso di idranti e lacrimogeni", parlando di "caratteristiche analoghe ai fatti di Roma".