Mercoledì 17 Luglio 2024
GIOVANNI ROSSI
Politica

La senatrice a vita. Segre e le derive antisemite: "Sarò ancora cacciata da qui?"

Le accuse dopo il reportage di Fanpage sul movimento giovanile di FdI "Ormai non ci si vergogna più di nulla". Donzelli: rispetto, lei è un simbolo.

La senatrice a vita. Segre e le derive antisemite: "Sarò ancora cacciata da qui?"

La senatrice a vita. Segre e le derive antisemite: "Sarò ancora cacciata da qui?"

È una domanda forte, che non può lasciare indifferenti, perché a scandirla non è una persona qualsiasi: "Dovrò essere cacciata dal mio Paese come sono stata già cacciata una volta?", chiede, a 93 anni, Liliana Segre. La senatrice a vita nata il 10 settembre 1930 a Milano, deportata ad Auschwitz il 30 gennaio 1944 per via delle proprie ascendenze ebraiche, miracolosamente sopravvissuta al lager (e allo sterminio di tutti i familiari), affida a La7 le proprie preoccupazioni sul futuro dell’Italia.

Il quadro di antisemitismo e razzismo emerso dall’inchiesta di Fanpage sulle reali opinioni degli iscritti a Gioventù nazionale (il movimento giovanile di FdI), già costato la poltroncina alle piccole leader Flaminia Pace ed Elisa Segnini, getta la senatrice a vita nel più profondo sconforto. Peggio: nel terribile sospetto che gli ottant’anni che la separano dal giorno della partenza per l’orrore assoluto, dal binario 21 della Stazione di Milano, siano trascorsi invano. È addolorata per cosa dicono e fanno i ragazzi di Gn. Come il saluto Sieg Heil. "Moti nazisti che purtroppo io ricordo in modo diretto, non per sentito dire. Ora alla mia età dovrò rivedere ancora questo? Dovrò essere cacciata dal mio Paese come una volta? È una domanda che è una risposta", sottolinea scandalizzata.

Probabilmente ripensa alle parole di Flaminia Pace – dalla citazione divertita delle svastiche alla solidarietà finta a Ester Mieli, parlamentare di FdI di religione ebraica – o alla confessione di Elisa Segnini: "Sono razzista e fascista". La distanza tra le posizioni pubbliche di FdI – di netta rottura col passato –, e quello che invece pensano in privato tanti giovani del partito di Giorgia Meloni, rinforza il timore di una svolta imposta dall’alto ma senza fondamento tra le nuove leve (smascherate da Fanpage). "Io credo che queste derive – chiamiamole derive – venute fuori in questa ultima settimana, in modo così eclatante, ci siano sempre state. Nascoste, non esibite, ma credo che in parte ci siano sempre state", dice la senatrice, riflettendo su una differenza, cioè "che con questo governo si approfitti di questo potere grande della destra che, del resto è stata votata, e non ci si vergogni più di nulla".

L’impegno perché il passato non ritorni caratterizza tutta la vita di Segre. Dieci giorni fa, in prefettura a Milano, l’ennesima promessa all’Associazione nazionale deportati: "Non voglio essere futura bisnonna, come sto per diventare, di una bambina che non conosca il passato. Quelli che devono nascere o che sono giovani adesso devono studiare la storia ed essere la nostra speranza per il futuro".

"Massimo rispetto – è il commento di FdI affidato al responsabile organizzativo Giovanni Donzelli –. Le parole della senatrice Segre sono sempre un monito per tutti gli orientamenti politici. La senatrice, quando si riflette sul germe dell’antisemitismo, è un simbolo di tutta la Nazione. Un simbolo che deve essere rispettato da tutti senza strumentalizzazioni".