Giovedì 18 Luglio 2024
GIOVANNI ROSSI
Politica

La Lega alza il tiro. Borghi rispolvera il no all’obbligo vaccinale

Nuova grana in maggioranza. Forza Italia si smarca

La Lega alza il tiro. Borghi rispolvera il no all’obbligo vaccinale

La Lega alza il tiro. Borghi rispolvera il no all’obbligo vaccinale

Stop all’obbligo vaccinale per gli under 16 e all’obbligo del Fascicolo sanitario elettronico. Claudio Borghi, senatore di punta della Lega a impulso salvinista, approfitta del Ddl per la riduzione delle liste d’attesa – al via dell’iter parlamentare – per presentare due emendamenti tanto rilevanti quanto fuori tema. Nel mirino del parlamentare ci sono i vaccini per i minori fino a 16 anni (inclusi i minori stranieri non accompagnati) e il Fascicolo sanitario elettronico (in sigla Fse). "Il primo emendamento – spiega Borghi – chiede di cancellare la legge Lorenzin e tornare allo stato ‘ex ante’, ovvero togliere l’obbligo dei dodici vaccini, e tornare a quattro obbligatori e otto consigliati". Con l’obiettivo supplementare che i bambini non vaccinati per tutte e dodici le malattie possano comunque essere iscritti alle scuole per l’infanzia (comprese quelle private non paritarie).

"L’altro emendamento – aggiunge il senatore del Carroccio – è volto a consentire a chi non lo desidera di non avere i propri dati gestiti dal Fascicolo nazionale. Una specie di opt out", motivato – secondo Borghi – dalle "osservazioni molto severe fatte dal Garante della privacy" sull’attuale gestione dei dati sanitari. "Se qualcuno non vuole l’obbligo è giusto che possa scegliere...".

L’emendamento sull’obbligo vaccinale agli under 16 scatena un vero pandemonio. Dal 2017, sono infatti dodici i vaccini obbligatori per i minori di età compresa tra 0 e 16 anni in Italia: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-meningococcica B, anti-meningococcica C, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella. Non solo: il rispetto degli obblighi vaccinali è requisito per l’ammissione all’asilo nido e alle scuole dell’infanzia. Prima della legge Lorenzin erano obbligatorie le vaccinazioni contro la difterite (dal 1939), la poliomielite (dal 1966), il tetano (dal 1968) e l’epatite B (dal 1991).

Borghi rimedia stroncature multiple. "Morbillo e pertosse preoccupano, stanno salendo in Europa, e l’Italia ancora necessita del mantenimento degli obblighi vaccinali", rimarca il virologo Fabrizio Pregliasco. "Non voglio assolutamente entrare in polemica con Borghi. Tuttavia – osseva Roberto Burioni, docente di Microbiologia e Virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano – io, insieme a due colleghi, ho pubblicato un lavoro su Nature che illustra l’effetto (positivo) dell’obbligo vaccinale in Italia, prima del Covid". Quando la situazione era allarmante. Sta scritto proprio in quella ricerca: nel 2017 l’Italia era al "sesto posto mondiale per casi di morbillo (ne aveva 1.620)", ricorda l’Adnkronos. "Se la politica si vuole mettere contro la scienza è libera di farlo, ma si deve prendere la responsabilità di quello che accadrà", avverte l’infettivologo Matteo Bassetti formulando la speranza che "l’emendamento non passi".

La deputata del Pd Beatrice Lorenzin, madre della legge sotto attacco, accusa Borghi di "voler solo lisciare il pelo ai No vax" perché "l’obbligo ha funzionato e sta funzionando". "Basta con il populismo da strapazzo", rimprovera Andrea Quartini (M5S). E persino Forza Italia si smarca: "Noi sempre per scienza e vaccini, non cambiamo idea". Di certo agli alleati non piace la vocazione della Lega di assumere posizioni gridate e non concordate, dai balneari alle nomine pubbliche, dai dossier sicurezza al rapporto con la Ue, senza contare gli attacchi al Capo dello Stato. Tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini il dialogo è ormai ai minimi termini.