"La Lega sarà obbligata a sostenere un governo Draghi, altrimenti perderà la sua base, che è fatta di piccole e medie imprese, di partite Iva, di gente che sta sul mercato e ha bisogno di un governo serio. Se la Lega vuole affossare l’Italia solo per una questione ideologica o di convenienza politica, la pagherà". Chiaro come il sole e firmato Alberto Baban, imprenditore veneto, ex presidente nazionale della Piccola industria di Confindustria. Si aspetta che i leghisti facciano un passo indietro? "Il mio auspicio è che si uniformino a una strategia di difesa da una crisi devastante e che guardino un po’ oltre i...

"La Lega sarà obbligata a sostenere un governo Draghi, altrimenti perderà la sua base, che è fatta di piccole e medie imprese, di partite Iva, di gente che sta sul mercato e ha bisogno di un governo serio. Se la Lega vuole affossare l’Italia solo per una questione ideologica o di convenienza politica, la pagherà". Chiaro come il sole e firmato Alberto Baban, imprenditore veneto, ex presidente nazionale della Piccola industria di Confindustria.

Si aspetta che i leghisti facciano un passo indietro?

"Il mio auspicio è che si uniformino a una strategia di difesa da una crisi devastante e che guardino un po’ oltre i loro steccati. Non ci sono altre soluzioni, ce n’è una sola. Ci è stata offerta e tradire questa opportunità vuol dire andare contro gli interessi del Paese".

C’è chi chiede a gran voce un governo politico e non tecnico...

"Sono certo che dopo questa esperienza gli italiani siano abbastanza maturi per riscoprire i vantaggi della competenza. Speriamo di avere definitivamente accantonato questa idea che la rappresentanza politica possa essere aperta a tutti, anche a chi è totalmente privo di titoli e di esperienza. Se riusciremo ad archiviare gli apprendisti della politica sarà tanto di guadagnato per tutti. Al governo si arriva già da competenti".

Che cosa si aspetta dal prossimo governo?

"Innanzitutto ci vuole un governo che offra un’altissima affidabilità all’Europa, visto che comunque le risorse arrivano da lì. Con l’uscita dalla pandemia, che speriamo prossima, ci sarà un’iniezione di liquidità senza precedenti, con ordini di grandezza epocali. L’Italia ha completamente disatteso le indicazioni europee, che sono molto chiare. Ora bisogna rimettersi in linea con queste indicazioni".

Ha fiducia nel fatto che un governo Draghi riuscirà a farlo?

"Quanto sono alte le aspettative su questo incarico di governo è già chiaro dalla reazione dei mercati finanziari, che stanno rispondendo in maniera euforica. Basta vedere come ha reagito tutto il settore bancario, che è in forte difficoltà, perché si aspetta da un momento all’altro una nuova ondata di crediti incagliati, dovuti alla débâcle degli autonomi. Una fetta di partite Iva molto consistente non ha resistito a questa situazione e si presenta molto debole dal punto di vista finanziario".

Che motivo avrebbero le banche di brindare?

"Il fatto che le banche brillino in Borsa deriva dall’aspettativa che si possa agire in difesa del sistema più debole, ovvero di una parte consistente delle nostre Pmi, soprattutto quelle che appartengono ai settori più colpiti dalla crisi, dal turismo alla logistica".

E quindi che cosa vi augurate in quanto imprenditori?

"Ci auguriamo che si reagisca con un sano strabismo alla crisi: da una parte incentivare ad accelerare le aziende che se lo possono permettere e che potrebbero essere le prime a generare investimenti e nuovi posti di lavoro; dall’altra parte affiancare chi soffre ancora e tarderà a riprendersi o è addirittura vicino a gettare la spugna, con il rischio d’infiltrazioni, già segnalate, della criminalità che vuole insediarsi nel tessuto economico in una fase così delicata".