Alfonso  Bonafede (Lapresse)
Alfonso Bonafede (Lapresse)

Roma, 24 gennaio 2019 - Terroristi latitanti. Migranti. Interessi subalpini in Africa attraverso la moneta coloniale, il franco, nei paesi di lingua e influenza francofoni. Ma anche i principali dossier economici, da Fincantieri a Vivendi, per non dire della Tav. Iniziano a essere davvero tanti – troppi – i motivi di attrito tra Francia e Italia. Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ne è seriamente preoccupato, pur senza darlo a vedere.

Il premier, Giuseppe Conte, che nei primi giorni della polemica – innescata dal vicepremier Di Maio e dal battitore libero del Movimento 5Stelle, Di Battista – contro la Francia, era sembrato assumere i panni del pompiere, parlando a margine del Forum economico di Davos, colpisce Parigi su ben due dossier. Il primo vedrebbe Italia e Francia alleati, ma non prende forma: riguarda la nascita del colosso europeo della cantieristica navale Fincantieri-Stx. Il premier non usa mezzi termini: "È paradossale – spiega – che proprio mentre si crea un campione europeo della cantieristica per competere più efficacemente sui mercati mondiali, come il gruppo Fincantieri-Stx, la Francia coinvolga la Commissione europea in modo così ambiguo". Per quanto riguarda, l’altro tema, il seggio all’Onu, Conte afferma che se la Francia davvero vuole mettere a disposizione il proprio seggio nel Consiglio di sicurezza dell’Onu "parliamone e facciamolo nel contesto europeo". "Parliamo tanto di ideali europei, ma poi bisogna essere coerenti, altrimenti non si è più credibili – è l’accusa –, oggi leggiamo il testo del trattato franco-tedesco di Aquisgrana", dice Conte, ma "lì si precisa che la priorità della diplomazia franco-tedesca è allargare il Consiglio di sicurezza dell’Onu a un singolo Stato membro dell’Unione. Ma non si è sempre detto che la Ue dovrebbe avere un suo seggio permanente? Il nostro obiettivo non può essere quello di dare un seggio permanente in più a un singolo Paese europeo", dice Conte.

"Nessuno vuole uno scontro, né con la Francia né con la Germania. Non dico che non ce lo possiamo permettere, ma non lo vogliamo" prova a spegnere l’incendio il ministro all’Economia, Tria, ma ecco che si apre un altro fronte, quello delle estradizioni.

La ministra della Giustizia francese, Nicole Belloubet, sostiene che "è possibile" che in Francia siano presenti 14 cittadini italiani ricercati per terrorismo, ma specifica che Parigi "non ha ancora" ricevuto richieste di estradizione da parte dell’Italia. Ma il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, controreplica: "Non risponde al vero quanto dichiarato dalla Belloubet. L’Italia ha presentato numerose domande di estradizione, su cui le autorità francesi non si sono mai pronunciate".
"Non vogliamo giocare al concorso di chi è più stupido. Con l’Italia abbiamo molte cose da fare e vogliamo continuare a farle", dice la ministra per gli Affari europei, del governo Macron, Nathalie Loiseau, e assicura che "mi recherò in Italia quando il clima si sarà calmato". Ma non paiono parole destinate a raffreddare il clima perché aggiunge: "In Francia si dice che tutto ciò che è eccessivo è insignificante", e poi che gli attacchi italiani sono "inutili".