Ci risiamo. Il Partito democratico si aggroviglia ancora nella questione femminile. Una vera rivoluzione sarebbe stata la seguente. Riunione dei capigruppo, Enrico Letta a scandire: cari democratici e care democratiche, da domani vi guideranno Pinca pallina 1 e Pinca Pallina 2. Perché? Perché sono il nuovo segretario dopo il noto tsunami di correnti ed è legittimo che vi chieda di cambiare due capigruppo appartenenti a due...

Ci risiamo. Il Partito democratico si aggroviglia ancora nella questione femminile. Una vera rivoluzione sarebbe stata la seguente. Riunione dei capigruppo, Enrico Letta a scandire: cari democratici e care democratiche, da domani vi guideranno Pinca pallina 1 e Pinca Pallina 2. Perché? Perché sono il nuovo segretario dopo il noto tsunami di correnti ed è legittimo che vi chieda di cambiare due capigruppo appartenenti a due ere politiche fa, il renzismo (cosa che, per esempio, non è mai riuscita a Zingaretti). Perché donne? Perché queste sono le migliori tra tutti e tutte voi e sono più affini al programma che intendo attuare in Parlamento.

Ma non è andata così. Non solo perché l’ex renziano più renziano di Renzi, Andrea Marcucci, si è arroccato. E non solo perché Delrio pareva un condannato a morte nell’annunciare il passo indietro ("sono anch’io dalla parte delle donne"). Roba da far dire anche alla più radicale delle femministe: salvate il soldato Graziano! La svolta non è stata ideale perché posta dal segretario come un "sacrificio" e non in quanto lo spoil system è inevitabile in un partito di ex (Pci-Pds-Ds, Dl e centristi, con 9 segretari in 13 anni). Una gentile concessione chiesta ai maschi, a prescindere dai loro risultati. L’ennesimo contentino per le donne, nel partito che al momento di scegliere la propria squadra di governo si è rivelato il più misogino di tutti. Letta ha detto che dopo tre ministri uomini e una segreteria fifty-fifty, considerando la leadership femminile che si afferma ovunque, non avrebbe potuto agire diversamente. Il segretario è in buona fede. Ma, parlando il "linguaggio della verità" che lui stesso ha lanciato, non siamo sicuri che l’imposizione di due dem, solo in quanto donne, e per di più della stessa corrente da cui provengono i ’decapitati’, sia il modo migliore per imprimere un cambiamento. E abbiamo il sospetto che le due candidate più probabili (Simona Malpezzi, stessa Base Riformista di Marcucci e Deborah Serracchiani, stessa corrente di Delrio), non rappresentino il ribaltamento di mentalità a cui ambisce anche Letta, ma solo un trattamento da quota rosa, sgradito anche a tante dem.