Il leader della Lega, Matteo Salvini
Il leader della Lega, Matteo Salvini
Il clima politico attorno al possibile flusso di rifugiati dall’Afghanistan è già rovente. Non basta certo che il sottosegretario agli Esteri (e segretario di +Europa), Benedetto Della Vedova, provi a gettare l’acqua sul fuoco: "Non deve partire una battaglia di propaganda tra chi è contro e chi è a favore dell’accoglienza dei profughi. Non c’è ancora un flusso di rifugiati". Nei partiti, soprattutto tra quelli che sostengono il governo Draghi, lo scontro è già in corso. Il leader della Lega, Matteo Salvini, da Marina di Pietrasanta, dove si trova per un evento da ‘tutto esaurito’, esprime una generosità un po’ pelosa: "Ok a porte spalancate per donne e bambini in fuga" dall’Afghanistan, "ma non si può...

Il clima politico attorno al possibile flusso di rifugiati dall’Afghanistan è già rovente. Non basta certo che il sottosegretario agli Esteri (e segretario di +Europa), Benedetto Della Vedova, provi a gettare l’acqua sul fuoco: "Non deve partire una battaglia di propaganda tra chi è contro e chi è a favore dell’accoglienza dei profughi. Non c’è ancora un flusso di rifugiati". Nei partiti, soprattutto tra quelli che sostengono il governo Draghi, lo scontro è già in corso.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, da Marina di Pietrasanta, dove si trova per un evento da ‘tutto esaurito’, esprime una generosità un po’ pelosa: "Ok a porte spalancate per donne e bambini in fuga" dall’Afghanistan, "ma non si può chiedere all’Italia, che già accoglie centinaia di migliaia di profughi e finti profughi, di fare di più. Che gli altri Paesi europei facciano la parte che non fanno".

Salvini già in mattinata, aveva detto: "L’Italia non può permettersi di accogliere decine di migliaia di persone, tocca ad altri Paesi". La paura della Lega è che migliaia di disperati in fuga lungo la rotta balcanica si sommino a quelli che sbarcano, provenienti dalle coste libiche, nel Sud Italia. Da qui, i reiterati attacchi alla titolare del Viminale, Luciana Lamorgese, sul fronte migranti ("Oggi non c’è più un ministro degli Interni in carica"). Domani l’incontro con Berlusconi sul centrodestra: "Sopo settembre facciamo una federazione per diventare una colonna per Draghi, che in questo momento è la fortuna del nostro Paese", sottolinea Salvini.

Immediata scatta la reazione del Pd, che giudica "vergognose" le parole del Capitano sull’accoglienza. "Salvini dice che i corridoi umanitari per donne e bambini vanno bene – sfotte Matteo Orfini –, per gli uomini no. La famiglia prima di tutto, a patto che non sia una famiglia di migranti. In quel caso la si può smembrare. Immagino che lo dica ‘da padre’…".

Ma il Pd si spinge molto oltre e lancia, dopo una riunione straordinaria della segreteria per fare il punto sulla situazione in Afghanistan, una "mobilitazione nazionale del partito per il sostegno, l’accoglienza e la solidarietà alle popolazioni coinvolte, in particolare donne e bambini".

Tra le iniziative già prese, definite dal Pd "azioni di concreta solidarietà", una sottoscrizione pubblica per raccogliere le donazioni dei cittadini e il coordinamento delle iniziative delle amministrazioni a guida dem, per meglio gestire e sostenere materialmente le operazioni di accoglienza, oltre la primissima fase di emergenza. Infine, in tutte le Feste dell’Unità, saranno allestiti stand per coinvolgere i cittadini e raccogliere contributi.

Sul tema Afghanistan e profughi, la leader di Fd’I, Giorgia Meloni punta "a sostenere gli Stati confinanti con l’Afghanistan per aiutarli ad accogliere i profughi. Italia ed Europa possono dare una mano ma, a farsi maggiormente carico delle conseguenze, anche umanitarie, di questo disastro politico e militare devono essere gli Usa di Biden", è il suo affondo. Forza Italia mantiene invece la linea della responsabilità: "L’unica strada è quella della diplomazia e del soccorso umanitario a chi vuole lasciare quel martoriato Paese", dice Berlusconi. Nel dibattito sull’accoglienza non entrano invece i 5 Stelle, forse per non esporsi alle bordate contro il ministro Luigi Di Maio per quelle foto da Ferragosto al mare, e non alla Farnesina. Ad attaccare il ministro degli Esteri sono Matteo Renzi e Fd’I. Di Maio, come il ministro alla Difesa, Lorenzo Guerini, andrà in Parlamento (che riaprirà per l’occasione) per riferire sulla situazione del Paese.